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Simon Njami sullo spostamento del centro e le strategie della nuova generazione nell'arte contemporanea africana

opinion-review · 2026-04-20

Simon Njami, curatore di AfricaRemix (2004-2007), afferma che gli artisti africani hanno superato la mera trattazione delle questioni identitarie postcoloniali, sviluppando espressioni artistiche uniche. Osserva una trasformazione nella comprensione dell'Africa e dell'identità, con artisti che mostrano identità multiformi che trascendono i confini geografici. Progressi significativi sono evidenti nelle biennali di Lubumbashi e Kampala, insieme ai poli artistici di Lagos, Il Cairo e Camerun. Njami sottolinea l'importanza dell'autoformazione e della consapevolezza critica nell'arte, sostenendo che la scrittura sfida la rappresentazione passiva dell'Africa. Una nuova ondata di curatori sta ridefinendo le strategie di espressione culturale. Mostre di grande portata, come AfricaRemix a Johannesburg, infondono orgoglio. Avverte che le nazioni non occidentali dovrebbero prepararsi ai cambiamenti del mercato, mentre l'arte può catalizzare il cambiamento politico, come dimostrato dal movimento Y'enamarre in Senegal. Njami preferisce l'universalismo di Aimé Césaire all'"internazionalismo".

Fatti principali

  • 1. Simon Njami ha curato AfricaRemix dal 2004 al 2007.
  • 2. AfricaRemix è stata presentata in sei sedi internazionali.
  • 3. Njami discute la decostruzione dell'identità africana nell'arte contemporanea.
  • 4. Gli artisti si concentrano sullo sviluppo di un proprio linguaggio piuttosto che sul dimostrare qualcosa agli "altri".
  • 5. Eventi come le biennali di Lubumbashi e Kampala stanno ridefinendo la contemporaneità.
  • 6. I centri d'arte di Lagos, Il Cairo e Camerun fanno parte di nuove iniziative.
  • 7. La scrittura è fondamentale per sviluppare conoscenza critica e contrastare le rappresentazioni passive dell'Africa.
  • 8. Grandi mostre come le biennali creano un senso di orgoglio e appartenenza, come visto a Johannesburg.
  • 9. La crescita commerciale nelle scene artistiche africane è legata all'educazione e all'hype, con cambiamenti in Angola e Nigeria.
  • 10. Il movimento Y'enamarre in Senegal, avviato da artisti, si è opposto con successo a una modifica costituzionale.
  • 11. Njami cita la Conferenza di Berlino del 1884-85 nel discutere le divisioni artificiali in Africa.
  • 12. Cita il concetto di universalismo di Aimé Césaire come somma di tutte le particolarità.
  • 13. L'intervista è stata pubblicata nel numero di novembre 2018 di ArtReview.
  • 14. Njami sottolinea che superare l'esclusione richiede un cambiamento mentale dalla posizione periferica a quella centrale.
  • 15. I giovani curatori stanno creando strumenti come spazi espositivi e workshop per aumentare la consapevolezza nel continente.
  • 16. I paesi non occidentali devono essere pronti a beneficiare della futura ridistribuzione del mercato con nuovi attori come la Cina.

Entità

Artisti

  • Simon Njami
  • Aimé Césaire
  • Jacques Derrida

Istituzioni

  • ArtReview
  • Lubumbashi Biennial
  • Kampala Biennial
  • AfricaRemix

Luoghi

  • Africa
  • Johannesburg
  • South Africa
  • Lagos
  • Nigeria
  • Cairo
  • Egypt
  • Cameroon
  • Angola
  • Senegal
  • Berlin
  • Germany
  • China
  • India
  • Middle East
  • West

Fonti