Le due mostre romane di Silvia Camporesi esplorano la fotografia come rottura temporale
Due mostre parallele a Roma offrono una lettura complementare della ricerca fotografica di Silvia Camporesi. Alla galleria z2o Sara Zanin, 'Uno strappo nel cielo di carta' presenta un paesaggio fragile di luoghi sommersi e presenze appena accennate, trasformando il paesaggio in una soglia percettiva. Il titolo fa riferimento a un passo pirandelliano, e la mostra è accompagnata da un dialogo critico con Marinella Paderni. Al Centro della Fotografia Roma, 'C'è un tempo e un luogo', a cura di Federica Muzzarelli, riunisce serie chiave di quindici anni di lavoro, creando un atlante visivo in cui il paesaggio diventa una frattura tra reale e artificiale. Il titolo è ispirato al film 'Picnic a Hanging Rock' di Peter Weir. La mostra spazia tra Venezia reinventata, stratificazioni armene, borghi italiani abbandonati e architetture visionarie della serie Mirabilia. Insieme, le mostre rivelano una fotografia che cerca la sospensione piuttosto che l'immediatezza, posizionando il paesaggio come dispositivo narrativo in cui passato e presente coesistono.
Fatti principali
- Silvia Camporesi ha due mostre contemporanee a Roma.
- La mostra alla z2o Sara Zanin si intitola 'Uno strappo nel cielo di carta'.
- Il titolo fa riferimento a un passo di Luigi Pirandello.
- La mostra al Centro della Fotografia Roma si intitola 'C'è un tempo e un luogo'.
- Quest'ultima è curata da Federica Muzzarelli.
- Il titolo è ispirato al film 'Picnic a Hanging Rock' di Peter Weir.
- La mostra al Centro della Fotografia include serie di quindici anni di lavoro.
- Marinella Paderni ha contribuito con un testo critico per la mostra in galleria.
Entità
Artisti
- Silvia Camporesi
- Marinella Paderni
- Federica Muzzarelli
- Michele Luca Nero
Istituzioni
- z2o Sara Zanin
- Centro della Fotografia Roma
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy
- Forlì
- Venice
- Armenia