Il 'capitalismo della sorveglianza' di Shoshana Zuboff analizzato attraverso l'arte
L'articolo recensisce il libro di Shoshana Zuboff 'Il capitalismo della sorveglianza' (LUISS University Press, 2019), esaminando la sua critica allo sfruttamento dei dati digitali e le connessioni con l'arte contemporanea. Zuboff, professoressa alla Harvard Business School, sostiene che i giganti tecnologici come Google e Facebook estraggono l'esperienza umana come materia prima per la previsione e la modifica comportamentale. La pandemia ha accelerato la sorveglianza, con Singapore pioniera di un'app per il tracciamento del COVID-19. Gli artisti resistono a questo potere: Leo Selvaggio crea maschere in resina per ingannare il riconoscimento facciale; Adam Harvey con 'Think Privacy Selfie Mirror' al New Museum sfrutta le debolezze degli algoritmi, e la sua linea di abbigliamento Stealth confonde la sorveglianza dei droni; Benjamin Grosser sviluppa 'demetricatori' e l'estensione Go Rando per oscurare il surplus comportamentale. Zuboff invita ad affrontare questa espropriazione dell'esperienza umana.
Fatti principali
- Shoshana Zuboff è professoressa alla Harvard Business School.
- Il libro 'Il capitalismo della sorveglianza' è stato pubblicato nel 2019 da LUISS University Press.
- Il libro è di 622 pagine e costa 25 €.
- Singapore è stato il primo stato a sperimentare la sorveglianza del COVID-19 tramite un'app.
- Leo Selvaggio produce maschere in resina per confondere il riconoscimento facciale.
- Adam Harvey ha esposto 'Think Privacy Selfie Mirror' al New Museum di New York.
- Benjamin Grosser ha inventato i 'demetricatori' che nascondono like, amici e follower.
- L'articolo è stato scritto da Marcello Carriero per Artribune.
Entità
Artisti
- Shoshana Zuboff
- Leo Selvaggio
- Adam Harvey
- Benjamin Grosser
- Marcello Carriero
- Wystan Hugh Auden
- Bret Easton Ellis
Istituzioni
- Harvard Business School
- LUISS University Press
- New Museum
- Artribune
Luoghi
- Singapore
- Chicago
- New York
- Roma
- Italia