Sesc Belenzinho inaugura una mostra collettiva sugli impatti geopolitici della tecnologia
La mostra "Campi dell'Invisibilità" è stata inaugurata al Sesc Belenzinho l'8 novembre, a cura di Cláudio Bueno e Ligia Nobre, con l'assistenza di Ruy Cézar Campos. Con 23 opere di 18 artisti, sia brasiliani che internazionali, l'esposizione indaga il mito dell'immaterialità tecnologica e le sue implicazioni ambientali. Suddivisa in cinque nuclei, spicca il video "L'arrivo di Monet" di Ruy Cézar Campos, oltre a opere di Tabita Rezaire e Louis Henderson, e un'immagine satellitare di Carolina Caycedo dell'area di Mariana, Minas Gerais. Il 7 novembre si è tenuto un incontro con Débora Danowski e Tabita Rezaire, affrontando l'ascesa dell'estrema destra in Brasile e la rilevanza della "Cura Decoloniale".
Fatti principali
- Mostra "Campi dell'Invisibilità" aperta l'8 novembre al Sesc Belenzinho
- Cura di Cláudio Bueno e Ligia Nobre con assistenza di Ruy Cézar Campos
- 23 produzioni di 18 artisti brasiliani e stranieri
- Mette in discussione il mito dell'immaterialità tecnologica e denuncia i costi ambientali
- Organizzata in cinque nuclei tematici
- Include una foto satellitare di Carolina Caycedo della regione di Mariana dopo la catastrofe del 2015
- Incontro con Débora Danowski e Tabita Rezaire il 7 novembre
- Tabita Rezaire propone "Cura Decoloniale: Tecnologia, Spiritualità e l'Erotico"
Entità
Artisti
- Cláudio Bueno
- Ligia Nobre
- Ruy Cézar Campos
- Tabita Rezaire
- Louis Henderson
- Carolina Caycedo
- Carlos Drummond de Andrade
- Débora Danowski
Istituzioni
- Sesc Belenzinho
- Bienal de São Paulo
- PUC-Rio
- CNPq
Luoghi
- São Paulo
- Brasil
- Mariana
- Minas Gerais