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La semiotica Anna Maria Lorusso su senso comune e stereotipi

publication · 2026-04-27

In un'intervista con Davide Dal Sasso, la semiotica Anna Maria Lorusso (Università di Bologna) discute il suo libro del 2022 'L'utilità del senso comune' (il Mulino). Distingue il 'senso comune' come deposito culturale condiviso di credenze dal 'buon senso' come giudizio individuale. Lorusso sostiene che il senso comune fornisce ancore interpretative essenziali, semplificando la realtà per prevenire il sovraccarico cognitivo. Gli stereotipi, come parte del senso comune, sono utili ma richiedono vigilanza critica, specialmente riguardo a genere e migrazione. Il senso comune opera attraverso l'autolegittimazione, fingendo universalità senza verifica empirica, simile al giudizio estetico kantiano. Favorisce la comunità creando valori e limiti condivisi, contrastando l'individualismo narcisistico. Lorusso riabilita i cliché come risorse retoriche, citando l'idea di Roland Barthes di 'abitare' consapevolmente. L'intervista fa parte della serie 'Dialoghi di Estetica' di Artribune.

Fatti principali

  • Anna Maria Lorusso insegna semiotica all'Università di Bologna.
  • È stata presidente dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici dal 2017 al 2021.
  • È stata professoressa ospite negli Stati Uniti, Cile, Australia, Canada e Argentina.
  • La sua ricerca si concentra sulle dimensioni retorico-discorsive della cultura, memoria, patrimonio culturale, narrazioni collettive, stereotipi e divulgazione della storia attraverso i media.
  • Ha scritto 'Semiotica del testo giornalistico' (con Patrizia Violi, 2004), 'Metafora e conoscenza' (2005), 'La trama del testo' (2006), 'Umberto Eco' (2008), 'Semiotica della cultura' (2010), 'Postverità' (2018) e 'L'utilità del senso comune' (2022).
  • L'intervista è stata pubblicata su Artribune nel novembre 2022.
  • Lorusso distingue il 'senso comune' (credenze sociali condivise) dal 'buon senso' (giudizio individuale).
  • Cita i 'Promessi sposi' di Manzoni sull'opposizione tra senso comune e buon senso.
  • Il senso comune si basa sull'esperienza sensoriale e percettiva condivisa, radicata nella nozione aristotelica di una radice comune dei cinque sensi.
  • Il senso comune funziona attraverso l'autolegittimazione, fingendo universalità senza verifica esterna, simile al giudizio estetico kantiano.
  • Gli stereotipi sono essenziali per gestire la complessità ma richiedono vigilanza critica; cambiano lentamente e non possono essere sostituiti dalla volontà individuale.
  • Lorusso riabilita i cliché come risorse retoriche, seguendo l'idea di Roland Barthes di 'abitarli' consapevolmente.
  • L'intervista fa parte della serie 'Dialoghi di Estetica' di Artribune.

Entità

Artisti

  • Anna Maria Lorusso
  • Davide Dal Sasso
  • Patrizia Violi
  • Umberto Eco
  • Aristotle
  • George E. Moore
  • Roland Barthes
  • Alessandro Manzoni

Istituzioni

  • University of Bologna
  • Italian Association of Semiotic Studies
  • il Mulino
  • Laterza
  • Bompiani
  • Carocci
  • Artribune

Luoghi

  • Italy
  • United States
  • Chile
  • Australia
  • Canada
  • Argentina

Fonti