La mostra milanese di Šejla Kamerić confronta la memoria di guerra
Šejla Kamerić (Sarajevo, 1976) presenta una mostra personale alla Fondazione Pini di Milano, con una serie fotografica site-specific che critica la rappresentazione romanzata dell'ultima guerra balcanica nelle riviste internazionali. La mostra include 'Sunset', un'animazione ipnotica dell'unica immagine che documenta il ghetto di Varsavia in fiamme durante la rivolta del 1943, e quattro sfere di pietra incise con le coordinate geografiche di fosse comuni in Messico e Bosnia-Erzegovina, riflesse in uno specchio da parete ottocentesco che cattura anche le sagome dei visitatori. La mostra esplora la memoria personale e collettiva senza vittimismo, smascherando il velo di silenzio costruito dai media attorno a certi conflitti.
Fatti principali
- Šejla Kamerić è nata a Sarajevo nel 1976 ed è cresciuta durante l'assedio.
- La mostra si tiene alla Fondazione Pini di Milano.
- La serie fotografica si concentra sulla rappresentazione dell'ultima guerra balcanica nelle riviste.
- 'Sunset' è un'animazione dell'unica immagine che documenta il ghetto di Varsavia in fiamme nel 1943.
- Quattro sfere di pietra recano le coordinate di fosse comuni in Messico e Bosnia-Erzegovina.
- Le sfere sono riflesse in uno specchio da parete ottocentesco.
- Lo specchio riflette anche le sagome dei visitatori.
- La mostra critica l'estetica romantica utilizzata dai media internazionali.
Entità
Artisti
- Šejla Kamerić
- Arianna Cavigioli
Istituzioni
- Fondazione Pini
- Artribune
- NABA
Luoghi
- Sarajevo
- Bosnia-Herzegovina
- Milan
- Italy
- Mexico
- Warsaw
- Poland