Burocrazia del secondary ticketing: un costo per la società
Stefano Monti critica l'approccio burocratico alla lotta contro il secondary ticketing in Italia, sostenendo che le nuove norme penalizzano i cittadini onesti anziché i trasgressori. L'introduzione di biglietti nominali aumenta i costi per organizzatori e spettatori, con procedure di controllo che richiedono cinque volte più tempo (15 secondi per persona contro 2-3). Monti propone l'uso dello SPID per la vendita dei biglietti, con sconti per gli acquirenti, come soluzione più efficiente. L'articolo è pubblicato su Artribune.
Fatti principali
- La burocrazia si espande per soddisfare i bisogni di una burocrazia in espansione
- Il secondary ticketing è la rivendita di biglietti a prezzi maggiorati
- Il biglietto nominale richiede procedure di cambio nominativo costose e lente
- I controlli nominali richiedono 15 secondi a persona, contro i 2-3 secondi attuali
- L'uso dello SPID potrebbe rendere i controlli più efficaci e meno costosi
- Le nuove norme aumentano i costi per la società e per i privati
- Il sistema punisce chi segue le regole anziché chi le infrange
- Monti propone di rendere obbligatoria la vendita tramite SPID con uno sconto sul biglietto
Entità
Istituzioni
- Artribune
- Monti&Taft
Luoghi
- Italia