Analisi Scientifica dell'Oro del Relitto Pirata Smentisce un Mito Secolare sui Commercianti dell'Africa Occidentale
Una recente indagine pubblicata su Heritage Science contesta le convinzioni di lunga data secondo cui i commercianti dell'Africa occidentale mescolassero intenzionalmente l'oro con materiali di minor valore. Lo studio ha esaminato oltre 300 manufatti d'oro provenienti dal relitto della Whydah Gally, affondata nel 1717 al largo di Cape Cod dopo essere stata catturata dal pirata Samuel Bellamy. Il geochimico Tobias Skowronek e il suo team hanno utilizzato tecnologie avanzate a raggi X per rivelare che i manufatti realizzati dagli Akan contenevano tra il 73,5 e il 96,7 percento di oro, con elementi in traccia identici al minerale grezzo proveniente dalla Cintura Aurifera degli Ashanti. Questa scoperta contraddice i registri commerciali europei che accusavano i mercanti Akan di frode durante il commercio transatlantico dell'oro nel XVIII secolo. La Whydah Gally, inizialmente una nave schiavista inglese, era in viaggio dalla Giamaica a Londra quando fu catturata da Bellamy. Dal suo ritrovamento nel 1984, sono stati recuperati oltre 200.000 manufatti, offrendo preziose informazioni sul commercio coloniale. I ricercatori avvertono che i loro risultati rappresentano solo un'istantanea di una lunga rete commerciale, poiché le dinamiche di mercato cambiarono con l'introduzione dell'oro brasiliano. Le ricerche future esploreranno l'oro proveniente dal Sud e Centro America per valutare il potenziale accesso da parte degli artigiani Akan. I primi anni del 1700 videro anche trasformazioni sociopolitiche cruciali in Africa occidentale, tra cui l'emergere di una classe mercantile africana e l'istituzione del Regno Asante.
Fatti principali
- Il relitto della Whydah Gally fu scoperto nel 1984 al largo di Cape Cod
- Oltre 300 manufatti d'oro realizzati dal popolo Akan furono recuperati dal relitto
- L'analisi scientifica mostra che gli oggetti d'oro erano puri al 73,5-96,7%
- Gli elementi in traccia corrispondevano al minerale grezzo della Cintura Aurifera degli Ashanti in Africa occidentale
- Il pirata Samuel Bellamy catturò la nave all'inizio del 1717 vicino alle Bahamas
- La Whydah Gally era originariamente una nave schiavista inglese in viaggio dalla Giamaica a Londra
- Sono stati recuperati oltre 200.000 manufatti totali dal sito
- La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Heritage Science lo scorso mese
Entità
Artisti
- Akan artist
- Samuel Bellamy
- Tobias Skowronek
- Katherine Kornei
- Guillermo Carvajal
- Ryley Graham
Istituzioni
- Metropolitan Museum of Art
- Heritage Science
- University of Bonn
- New York Times
- La Brújula Verde
- Smithsonian Magazine
- National Geographic
- Earth Island Journal
- USA Today
Luoghi
- Cape Cod
- Massachusetts
- United States
- West Africa
- Ashanti Gold Belt
- Bahamas
- Jamaica
- London
- England
- United Kingdom
- Brazil
- South America
- Central America
- Germany
- New York City