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La mostra 'Space Machines' di Sarah Walker alla Pierogi Gallery esplora spazi tecnologici e psicologici

exhibition · 2026-04-22

Sarah Walker ha presentato la sua quinta mostra personale 'Space Machines' nella nuova sede di Manhattan della galleria Pierogi dal 9 settembre al 9 ottobre 2016. L'esposizione presentava dipinti complessi che fondono immaginazione tecnologica e spazio psicologico attraverso pattern densi, reti e prospettive fluttuanti. Il lavoro di Walker si è evoluto nel corso di due decenni verso una maggiore sovrapposizione di forme, movimento e profondità, con ammassi di arancione acceso e giallo che suggeriscono circuiti o organi cibernetici. In un'intervista con Mary Jones per artcritical, Walker ha discusso le sue influenze artistiche, incluso il background neuroscientifico di suo padre, che ha plasmato la sua visione dello spazio mentale come estensione nei regni tecnologici. Ha citato connessioni con gli artisti Bill Komoski, Tom Burckhardt, Sharon Horvath, Glenn Goldberg e Barbara Takenaga. Il processo di Walker inizia con applicazioni intuitive di pittura fluida che si asciugano in forme caotiche, servendo come strutture scheletriche per gli strati successivi. Ha descritto i suoi dipinti come dispositivi simili a mandala che operano come filtri per la complessità, permettendo agli spettatori di navigare realtà multiple simultaneamente. L'artista si confronta con narrazioni scientifiche e marginali, come le teorie della risonanza morfica del biologo Rupert Sheldrake e i miti sugli asteroidi come 'Pianeta X', sebbene queste idee servano come impalcatura piuttosto che contenuto esplicito. Walker vive e lavora a Brooklyn con l'artista Andrew Ginzel e loro figlio.

Fatti principali

  • La mostra 'Space Machines' di Sarah Walker si è tenuta dal 9 settembre al 9 ottobre 2016
  • L'esposizione è stata la sua quinta mostra personale alla galleria Pierogi
  • La nuova sede di Manhattan della galleria si trova al 155 di Suffolk Street, New York City
  • I dipinti di Walker esplorano spazi tecnologici e psicologici attraverso pattern densi
  • Il background neuroscientifico di suo padre ha influenzato il suo approccio artistico
  • Cita connessioni artistiche con Bill Komoski, Tom Burckhardt, Sharon Horvath, Glenn Goldberg e Barbara Takenaga
  • Il suo processo inizia con applicazioni di pittura fluida che si asciugano in forme caotiche
  • Si confronta con narrazioni scientifiche come la risonanza morfica e i miti sugli asteroidi

Entità

Artisti

  • Sarah Walker
  • Mary Jones
  • Andrew Ginzel
  • Bill Komoski
  • Tom Burckhardt
  • Sharon Horvath
  • Glenn Goldberg
  • Barbara Takenaga
  • Gaspar Noé

Istituzioni

  • Pierogi gallery
  • artcritical

Luoghi

  • New York City
  • United States
  • Brooklyn
  • Manhattan
  • 155 Suffolk Street
  • Houston Street
  • Stanton Street

Fonti