Artisti della Biennale di San Paolo protestano contro il finanziamento israeliano, scatenando il dibattito sui boicottaggi culturali
All'inaugurazione della Biennale di San Paolo nel settembre 2014, 55 dei 68 artisti e gruppi partecipanti hanno firmato una lettera aperta chiedendo alla fondazione della Biennale di rifiutare i finanziamenti da Israele. Gli artisti sostenevano che accettare il sostegno israeliano minasse il loro lavoro e servisse a 'ripulire' le azioni di Israele, che descrivevano come violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Dopo le trattative, si è raggiunto un compromesso in base al quale il logo del Consolato israeliano sarebbe apparso solo accanto agli artisti che avevano ricevuto direttamente quel finanziamento specifico, anziché come sponsor generale. I curatori Charles Esche, Galit Eilat, Nuria Enguita Mayo, Pablo Lafuente e Oren Sagiv hanno sostenuto la protesta, suggerendo che dovrebbe stimolare una riflessione sulle fonti di finanziamento dei grandi eventi culturali. Hanno chiesto alla Biennale di rivedere le regole di sponsorizzazione per garantire che artisti e curatori acconsentano a qualsiasi sostegno che possa influenzare il contenuto e la ricezione del loro lavoro. Questo episodio ha evidenziato tensioni più ampie sui boicottaggi culturali contro Israele, con i critici che sostengono che tali azioni equivalgano a censura mentre i sostenitori le considerano una legittima pressione politica. È significativo che altri sponsor come il British Council e l'Institut Français non abbiano affrontato proteste simili, sollevando interrogativi sulla selettività delle contestazioni. Il dibattito tocca la questione se l'attività artistica internazionale debba diventare un campo di battaglia politico esplicito in cui tutte le fonti di finanziamento siano contestabili su basi politiche.
Fatti principali
- 55 dei 68 artisti della Biennale di San Paolo hanno protestato contro il finanziamento israeliano
- La protesta è avvenuta all'inaugurazione della Biennale di San Paolo nel settembre 2014
- Gli artisti hanno chiesto alla Biennale di rifiutare i finanziamenti israeliani per evitare il 'whitewashing'
- Il compromesso ha separato il logo del Consolato israeliano dalla sponsorizzazione generale
- I curatori hanno sostenuto la protesta e chiesto una revisione delle fonti di finanziamento
- Gli sponsor British Council e Institut Français non hanno affrontato proteste
- Il dibattito si concentra sui boicottaggi culturali come censura versus pressione politica
- L'articolo è stato originariamente pubblicato nel numero di ottobre 2014 di ArtReview
Entità
Artisti
- Charles Esche
- Galit Eilat
- Nuria Enguita Mayo
- Pablo Lafuente
- Oren Sagiv
Istituzioni
- São Paulo Bienal
- Bienal foundation
- Israeli Consulate
- British Council
- Institut Français
- ArtReview
Luoghi
- São Paulo
- Brazil
- Israel
- Middle East