Santa Nastro risponde a Gian Maria Tosatti sulla lotta generazionale nell'arte
In un articolo di luglio 2020 su Artribune, la critica e giornalista Santa Nastro (nata nel 1981) risponde al precedente intervento dell'artista Gian Maria Tosatti su OperaViva magazine (22 giugno 2020) riguardo la difficoltà della generazione TQ (trenta-quaranta) di lasciare un segno e "uccidere i padri". Nastro concorda sul fatto che la sua generazione non è riuscita a rovesciare la precedente, che descrive come disfunzionali Dorian Gray che spingono avanti la vecchiaia. Tuttavia, aggiunge un mea culpa: la sua generazione non era arrabbiata ma desiderava essere amata e famosa, obbedendo a genitori culturali che promettevano successo in cambio di sottomissione. Cita "Mother" dei Pink Floyd (The Wall, 1979). Nastro critica la generazione per aver viaggiato da sola, mancando della fraternità vista nei circoli dell'Arte Povera (spesso citati da Tosatti). Menziona la morte del critico Germano Celant, definendolo un gigante, ma esprime orrore per i post sui social media che suggeriscono che la storia dell'arte finisca con lui o che l'arte sia ora senza timone. Nastro invoca un pensiero femminile, generativo, affinché la sua generazione diventi genitore – di bambini, opere, idee mature – e costruisca il presente. Mette in guardia dal ripetere l'errore di delegittimare le generazioni più giovani, esortando invece a insegnare loro a unirsi, correre rischi e non rimuovere la complessità. Il pezzo si conclude con la speranza che la prossima generazione "uccida" anche loro, ma dopo aver reso il terreno di nuovo fertile.
Fatti principali
- Santa Nastro risponde all'articolo di Gian Maria Tosatti su OperaViva (22 giugno 2020).
- Nastro e Tosatti sono entrambi nati nel 1981.
- Nastro critica la sua generazione per non aver ucciso i padri e per aver obbedito ai genitori culturali.
- Cita 'Mother' dei Pink Floyd da The Wall (1979).
- Nastro menziona la morte del critico Germano Celant.
- Esprime orrore per i post che affermano che la storia dell'arte finisce con Celant.
- Invoca un pensiero femminile, generativo e che la sua generazione diventi genitore.
- Nastro mette in guardia dal delegittimare le generazioni più giovani.
Entità
Artisti
- Gian Maria Tosatti
- Santa Nastro
- Germano Celant
- Pink Floyd
Istituzioni
- OperaViva
- Artribune
- Fondazione Prada
Luoghi
- Napoli
- Bologna