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L'evoluzione astratta di Sandi Slone: dalla risposta all'11 settembre alle esplorazioni tondo

exhibition · 2026-04-22

La mostra di Sandi Slone intitolata 'The Buxom Eye' si tiene alla Elizabeth Leach Gallery di Portland, Oregon, dal 7 al 30 ottobre 2010. Questo evento segna il suo ritorno all'astrazione dopo molti anni di esplorazione multimediale. Dalla fine degli anni '70, il percorso artistico di Slone ha oscillato tra astrazione e figurazione, utilizzando media diversi. Il suo progetto quadriennale, 'Permutation City', si è concentrato sulle conseguenze della distruzione globale dopo l'11 settembre, che ha rinnovato il suo approccio astratto. Opere recenti, come Vostock (2007), mostrano una densità spaziale con aree elastiche e superfici trasparenti. Le tecniche innovative di Slone includono i 'dipinti a scopa' e la pittura versata, mentre la sua tavolozza cromatica incorpora pigmenti metallici, come esemplificato in The Buxom Eye (2009). Rende omaggio ad artisti storici con opere come Giotto (2007) e Botticelli (2008), creando spazi disorientanti e ambigui.

Fatti principali

  • La mostra 'Sandi Slone: The Buxom Eye' si è tenuta dal 7 al 30 ottobre 2010 alla Elizabeth Leach Gallery di Portland, Oregon
  • Slone ha iniziato a esporre alla fine degli anni '70, muovendosi tra astrazione e figurazione
  • Ha trascorso quattro anni a creare i dipinti-collage 'Permutation City' in risposta all'11 settembre
  • I suoi 'dipinti a scopa' degli anni '70 utilizzavano scope da spazzino per manipolare il pigmento
  • Il lavoro recente enfatizza l'astrazione con densità spaziale e primato tattile
  • Utilizza frequentemente il formato tondo, eliminando gli angoli per creare una presenza scultorea
  • Slone fa riferimento ad artisti storici tra cui Giotto, Pontormo e Botticelli nel suo lavoro
  • La sua tavolozza include pigmenti metallici e crea luminosità attraverso la stratificazione chiaro/scuro

Entità

Artisti

  • Sandi Slone
  • Giotto
  • Pontormo
  • Botticelli

Istituzioni

  • Elizabeth Leach Gallery
  • artcritical

Luoghi

  • Portland
  • Oregon
  • United States

Fonti