Arte e cultura Sámi: il riconoscimento dell'unico popolo indigeno d'Europa
I Sámi, l'unico gruppo indigeno ufficialmente riconosciuto in Europa, hanno subito una storia di norvegesizzazione forzata che ha represso la loro cultura e espressione artistica. Un momento significativo nella loro lotta è stata la controversia di Álta dal 1979 al 1981, che ha portato a cambiamenti costituzionali e all'istituzione del Parlamento Sámi nel 1989. Istituzioni come il Norsk Folkemuseum, coinvolto nel progetto di restituzione Bååstede dal 2012, e il Nasjonalmuseet, che ha acquisito opere di artisti come John Savio e Máret Ánne Sara dal 2017, stanno ora affrontando queste ingiustizie storiche. Il Padiglione Nordico alla prossima 59ª Biennale di Venezia si trasformerà nel Padiglione Sámi, curato da Katya García-Ántón (OCA), con artisti tra cui Pauliina Feodoroff e Anders Sunna, guidati da anziani Sámi. L'OCA ha anche contribuito a ricerche e mostre, come 'Let the River Flow' nel 2018, incentrate sull'arte indigena. Il concetto Sámi di duodji, integrale alla loro identità artistica, sfida la classificazione occidentale fondendo praticità, spiritualità e conoscenza dei materiali. Nonostante un crescente interesse globale, come quello visto a Documenta 14 nel 2017, la rappresentazione della cultura Sámi all'interno delle istituzioni culturali norvegesi rimane inadeguata.
Fatti principali
- I Sámi sono l'unico popolo indigeno riconosciuto in Europa, che abita la Sápmi (Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia).
- Le politiche di norvegesizzazione forzata hanno represso la lingua, la cultura e lo stile di vita Sámi fino alla fine del XX secolo.
- La controversia di Álta (1979-1981) è stata una protesta chiave contro una diga idroelettrica, portando a riforme costituzionali e al Parlamento Sámi (1989).
- Il progetto Bååstede del Norsk Folkemuseum (dal 2012) restituisce il patrimonio culturale Sámi ai territori d'origine.
- Il Nasjonalmuseet ha acquisito opere di John Savio, Iver Jåks, Hans Ragnar Mathisen, Britta Marakatt-Labba, Aslaug Magdalena Juliussen, Synnøve Persen, Inger Blix Kvammen e Máret Ánne Sara dal 2017.
- Il Padiglione Nordico alla 59ª Biennale di Venezia (2022) diventa il Padiglione Sámi, curato da Katya García-Ántón.
- Gli artisti Pauliina Feodoroff, Máret Ánne Sara e Anders Sunna rappresenteranno il Padiglione Sámi, ciascuno guidato da un anziano della loro comunità.
- Duodji è un concetto Sámi che comprende cultura materiale, conoscenza e spiritualità, non traducibile come 'arti applicate'.
Entità
Artisti
- John Savio
- Iver Jåks
- Hans Ragnar Mathisen
- Britta Marakatt-Labba
- Aslaug Magdalena Juliussen
- Synnøve Persen
- Inger Blix Kvammen
- Máret Ánne Sara
- Pauliina Feodoroff
- Anders Sunna
- Joar Nango
- Áillohaš / Nils-Aslak Valkepää
- Joan Jonas
- Andé Somby
- Louise Bourgeois
- Peter Zumthor
- Lisa Reihana
- Tracy Moffat
- Zineb Sedira
- Simone Leigh
- Sonia Boyce
- Brook Andrew
- Wanda Nanibush
- Katya García-Ántón
Istituzioni
- OCA – Office for Contemporary Art Norway
- Norsk Folkemuseum
- Nasjonalmuseet
- Nordnorsk Kunstmuseum
- Kunstnernes Hus
- Norwegian Crafts
- Frame (Helsinki)
- Iaspis (Stockholm)
- Tensta Konsthall
- MASP (São Paulo)
- KODE (Bergen)
- RiddoDuottarMuseat
- UiT – Norges Arktiske Universitet
- Biennale di Venezia
- Documenta 14
- United Nations
- Mázejoavku collective
- Dáiddadállu collective
- Miracle Workers Collective
- Artribune
Luoghi
- Sápmi
- Norway
- Sweden
- Finland
- Russia
- Kola Peninsula
- Finnmark
- Álta
- Máze
- Oslo
- Tromsø
- Vardø
- Venice
- Italy
- Athens
- Kassel
- New Zealand
- Australia
- Canada
- San Paolo
- Bergen
- Helsinki
- Stockholm