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Arte e cultura Sámi: il riconoscimento dell'unico popolo indigeno d'Europa

cultural-heritage · 2026-04-27

I Sámi, l'unico gruppo indigeno ufficialmente riconosciuto in Europa, hanno subito una storia di norvegesizzazione forzata che ha represso la loro cultura e espressione artistica. Un momento significativo nella loro lotta è stata la controversia di Álta dal 1979 al 1981, che ha portato a cambiamenti costituzionali e all'istituzione del Parlamento Sámi nel 1989. Istituzioni come il Norsk Folkemuseum, coinvolto nel progetto di restituzione Bååstede dal 2012, e il Nasjonalmuseet, che ha acquisito opere di artisti come John Savio e Máret Ánne Sara dal 2017, stanno ora affrontando queste ingiustizie storiche. Il Padiglione Nordico alla prossima 59ª Biennale di Venezia si trasformerà nel Padiglione Sámi, curato da Katya García-Ántón (OCA), con artisti tra cui Pauliina Feodoroff e Anders Sunna, guidati da anziani Sámi. L'OCA ha anche contribuito a ricerche e mostre, come 'Let the River Flow' nel 2018, incentrate sull'arte indigena. Il concetto Sámi di duodji, integrale alla loro identità artistica, sfida la classificazione occidentale fondendo praticità, spiritualità e conoscenza dei materiali. Nonostante un crescente interesse globale, come quello visto a Documenta 14 nel 2017, la rappresentazione della cultura Sámi all'interno delle istituzioni culturali norvegesi rimane inadeguata.

Fatti principali

  • I Sámi sono l'unico popolo indigeno riconosciuto in Europa, che abita la Sápmi (Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia).
  • Le politiche di norvegesizzazione forzata hanno represso la lingua, la cultura e lo stile di vita Sámi fino alla fine del XX secolo.
  • La controversia di Álta (1979-1981) è stata una protesta chiave contro una diga idroelettrica, portando a riforme costituzionali e al Parlamento Sámi (1989).
  • Il progetto Bååstede del Norsk Folkemuseum (dal 2012) restituisce il patrimonio culturale Sámi ai territori d'origine.
  • Il Nasjonalmuseet ha acquisito opere di John Savio, Iver Jåks, Hans Ragnar Mathisen, Britta Marakatt-Labba, Aslaug Magdalena Juliussen, Synnøve Persen, Inger Blix Kvammen e Máret Ánne Sara dal 2017.
  • Il Padiglione Nordico alla 59ª Biennale di Venezia (2022) diventa il Padiglione Sámi, curato da Katya García-Ántón.
  • Gli artisti Pauliina Feodoroff, Máret Ánne Sara e Anders Sunna rappresenteranno il Padiglione Sámi, ciascuno guidato da un anziano della loro comunità.
  • Duodji è un concetto Sámi che comprende cultura materiale, conoscenza e spiritualità, non traducibile come 'arti applicate'.

Entità

Artisti

  • John Savio
  • Iver Jåks
  • Hans Ragnar Mathisen
  • Britta Marakatt-Labba
  • Aslaug Magdalena Juliussen
  • Synnøve Persen
  • Inger Blix Kvammen
  • Máret Ánne Sara
  • Pauliina Feodoroff
  • Anders Sunna
  • Joar Nango
  • Áillohaš / Nils-Aslak Valkepää
  • Joan Jonas
  • Andé Somby
  • Louise Bourgeois
  • Peter Zumthor
  • Lisa Reihana
  • Tracy Moffat
  • Zineb Sedira
  • Simone Leigh
  • Sonia Boyce
  • Brook Andrew
  • Wanda Nanibush
  • Katya García-Ántón

Istituzioni

  • OCA – Office for Contemporary Art Norway
  • Norsk Folkemuseum
  • Nasjonalmuseet
  • Nordnorsk Kunstmuseum
  • Kunstnernes Hus
  • Norwegian Crafts
  • Frame (Helsinki)
  • Iaspis (Stockholm)
  • Tensta Konsthall
  • MASP (São Paulo)
  • KODE (Bergen)
  • RiddoDuottarMuseat
  • UiT – Norges Arktiske Universitet
  • Biennale di Venezia
  • Documenta 14
  • United Nations
  • Mázejoavku collective
  • Dáiddadállu collective
  • Miracle Workers Collective
  • Artribune

Luoghi

  • Sápmi
  • Norway
  • Sweden
  • Finland
  • Russia
  • Kola Peninsula
  • Finnmark
  • Álta
  • Máze
  • Oslo
  • Tromsø
  • Vardø
  • Venice
  • Italy
  • Athens
  • Kassel
  • New Zealand
  • Australia
  • Canada
  • San Paolo
  • Bergen
  • Helsinki
  • Stockholm

Fonti