La pittura postvirtuale di Samantha Torrisi: spazio e prospettiva disorientanti
Samantha Torrisi (Catania, 1977) crea dipinti che esplorano la virtualità attraverso una manipolazione unica dello spazio e della prospettiva. Le sue opere, che saranno presentate in due mostre collettive presso The Project Gallery ad Atene e a Taormina nei prossimi mesi, attingono all'inconsistenza materiale dei videogiochi dei primi anni 2000 come Silent Hill e dei film horror di sopravvivenza giapponesi come The Ring. Torrisi decostruisce gli ambienti, privandoli di volume e profondità, e sconvolge le leggi fisiche come la gravità. I suoi dipinti creano una prospettiva mobile, costringendo a un continuo rifocalizzarsi mentre lo spazio sembra spostarsi all'interno della cornice. Le figure d'ombra non fungono da punti focali, ma da riferimenti calibranti per una prospettiva sfuggente e multidirezionale. L'approccio dell'artista produce un senso di disorientamento simile alla realtà virtuale, ma si tratta di una virtualità 'nativa' della pittura, che parallelizza meccanismi familiari della virtualità tecnologica. Le sue figure nebbiose, simili a fumo, fluttuano sulla tela come ologrammi parzialmente incarnati, senza mai materializzarsi completamente. Questo lavoro sintetizza varie forme del virtuale – da 'The Matrix' ai dipinti di Gustave Caillebotte, dall'immaginazione letteraria alle atmosfere leonardesche e allo straniamento prospettico dei visori VR – dando vita a quella che potrebbe essere definita arte 'postvirtuale'.
Fatti principali
- Samantha Torrisi è nata a Catania nel 1977.
- I suoi dipinti saranno esposti in due mostre collettive presso The Project Gallery ad Atene e a Taormina.
- Il suo lavoro fa riferimento a videogiochi dei primi anni 2000 come Silent Hill e a film horror di sopravvivenza giapponesi come The Ring.
- Torrisi decostruisce lo spazio, rimuovendo volume e profondità, e sconvolge la gravità.
- I suoi dipinti creano una prospettiva mobile che richiede un continuo rifocalizzarsi.
- Le figure d'ombra nelle sue opere fungono da riferimenti calibranti per una prospettiva sfuggente.
- La virtualità dell'artista è descritta come 'nativa' della pittura, non imitativa dei visori VR.
- Il suo lavoro sintetizza molteplici forme di virtualità, da 'The Matrix' a Caillebotte e Leonardo da Vinci.
Entità
Artisti
- Samantha Torrisi
- Gustave Caillebotte
- Leonardo da Vinci
Istituzioni
- The Project Gallery
Luoghi
- Catania
- Athens
- Taormina
- Greece
- Italy