La mostra veneziana dell'artista rifugiato russo Sergey Kishchenko esplora migrazione e biodiversità
Sergey Kishchenko, artista russo fuggito a Venezia come rifugiato politico nel 2022, è il protagonista della prima mostra di Mapping Diaspora, un progetto che documenta gli artisti russi che hanno lasciato la loro patria per opposizione politica e solidarietà con l'Ucraina. Curata da Giuseppe Barbieri e Silvia Burini, la mostra 'Hortus Conclusus. Memoria, biodiversità, migrazione' si tiene ai Magazzini del Sale a Venezia. Presenta opere dell'ultimo decennio, tra cui la serie fotografica 'Recipe book-Erbari di piante selvatiche' (2014–2018), che abbina ricette di sopravvivenza dell'Assedio di Leningrado a pagine di erbario scientifico. Un'altra serie, 'Macchie, buchi e fili', allude al cervello di Lenin studiato all'Institut Mozga. Un'installazione video documenta l'incendio del 2016 che distrusse lo studio di Kishchenko a Mosca. La mostra trae ispirazione dal genetista Nikolaj Ivanovič Vavilov e dalla sua banca dei semi, l'Istituto Vavilov, eroicamente difeso durante l'Assedio di Leningrado. L'installazione 'Banca genetica' di Kishchenko riutilizza bottiglie mediche riempite con semi di cereali, simboleggiando i semi come 'sangue per l'umanità'. Mapping Diaspora è stato avviato nel febbraio 2023 dal Centro Studi sull'Arte Russa (CSAR) e dall'Università Ca' Foscari di Venezia, ideato dalla professoressa Silvia Burini e dalla curatrice del Museo Puškin Olga Shishko.
Fatti principali
- Sergey Kishchenko è un artista russo diventato rifugiato politico a Venezia nel 2022.
- La mostra 'Hortus Conclusus. Memoria, biodiversità, migrazione' è visitabile ai Magazzini del Sale a Venezia.
- La mostra è il primo progetto di Mapping Diaspora, lanciato nel febbraio 2023 da CSAR e Università Ca' Foscari.
- Mapping Diaspora è stato ideato da Silvia Burini e Olga Shishko.
- La mostra è curata da Giuseppe Barbieri e Silvia Burini.
- Presenta la serie fotografica 'Recipe book-Erbari di piante selvatiche' (2014–2018) che fa riferimento alle ricette dell'Assedio di Leningrado.
- La serie 'Macchie, buchi e fili' fa riferimento al cervello di Lenin studiato all'Institut Mozga.
- Un'installazione video documenta l'incendio del 2016 che distrusse lo studio di Kishchenko a Mosca.
- L'installazione 'Banca genetica' utilizza bottiglie mediche riempite con semi di cereali, ispirata dal genetista Nikolaj Ivanovič Vavilov e dall'Istituto Vavilov.
- La mostra affronta i temi della migrazione, della perdita di biodiversità e della fragilità umana.
Entità
Artisti
- Sergey Kishchenko
- Silvia Burini
- Olga Shishko
- Giuseppe Barbieri
- Nikolaj Ivanovič Vavilov
Istituzioni
- Centro Studi sull'Arte Russa (CSAR)
- Università Ca' Foscari di Venezia
- Museo Pushkin
- Magazzini del Sale
- Institut Mozga
- Istituto Vavilov
Luoghi
- Venezia
- Italy
- Russia
- Mosca
- Leningrado