L'astrazione sacra di Rothko alla Fondation Louis Vuitton
Una recensione della retrospettiva di Rothko alla Fondation Louis Vuitton di Parigi riflette sul suo impegno con il sacro, contrapponendolo al mito della sindrome di Stendhal. La mostra traccia il passaggio di Rothko dalla figurazione all'astrazione, enfatizzando opere come 'Blu and Gray' (1962) e 'n. 14' (1960). L'autore, Domenico Ioppolo, sostiene che i dipinti di Rothko fungano da icone, collegando l'umano e il sacro senza offrire consolazione. La recensione collega anche l'arte di Rothko ai conflitti contemporanei, in particolare alla guerra di Gaza, affermando che l'arte non consola ma costringe a confrontarsi con la realtà. La mostra include una sala finale con tre opere intitolate 'Le couler, encore', curata dal figlio dell'artista per contrastare una lettura riduttiva del suicidio di Rothko. Il pezzo critica l'idea che l'arte debba essere compresa, valorizzandone invece il potere allusivo.
Fatti principali
- Retrospettiva di Rothko alla Fondation Louis Vuitton, Parigi
- La mostra include 'Blu and Gray' (1962) e 'n. 14' (1960)
- Il lavoro di Rothko passa dalla figurazione all'astrazione dopo 'n. 17' (1949)
- La sala finale presenta tre opere intitolate 'Le couler, encore'
- Curata dal figlio di Rothko per contrastare letture riduttive del suo suicidio
- L'autore Domenico Ioppolo è CEO di Campus e direttore del Milano Marketing Festival
- Articolo pubblicato su Artribune
- La recensione collega i temi sacri di Rothko al conflitto contemporaneo di Gaza
Entità
Artisti
- Mark Rothko
- Domenico Ioppolo
- Stendhal
- Primo Levi
- Franco Fortini
- Giacomo Leopardi
Istituzioni
- Fondation Louis Vuitton
- Artribune
- Campus
- Milano Marketing Festival
Luoghi
- Paris
- France
- Firenze
- Italy
- Gaza
- Kibbutz