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Romeo Castellucci sullo scandalo del corpo

publication · 2026-04-23

In un'intervista con artpress, il regista teatrale italiano Romeo Castellucci discute il ruolo del corpo come luogo di scandalo nel suo lavoro. Pubblicata nel numero 465 di artpress (aprile 2019, pp. 58-64), la conversazione con Emmanuel Daydé esplora come Castellucci utilizzi la presenza fisica degli interpreti per sfidare le norme sociali e provocare il pubblico. Castellucci, noto per le sue produzioni radicali e spesso controverse, sostiene che il corpo stesso è intrinsecamente scandaloso perché resiste al controllo e alla rappresentazione. Riflette sul suo approccio alla messa in scena, dove il corpo non è solo uno strumento per la narrazione ma un elemento grezzo e autonomo che può generare significato attraverso la sua materialità e vulnerabilità. L'intervista tocca opere specifiche, tra cui la sua reinterpretazione di testi classici e l'uso di interpreti non professionisti. Castellucci sottolinea che lo scandalo non è fine a se stesso ma un mezzo per confrontare il pubblico con i limiti della percezione e dell'irrappresentabile. Il pezzo offre una visione dei suoi principi filosofici ed estetici, posizionando il corpo come una forza centrale e dirompente nel teatro contemporaneo.

Fatti principali

  • Intervista a Romeo Castellucci su artpress numero 465 (aprile 2019)
  • Intervista condotta da Emmanuel Daydé
  • Titolo: 'Romeo Castellucci. Le scandale, c’est le corps'
  • Castellucci discute il corpo come elemento scandaloso nel suo lavoro
  • Usa il corpo per sfidare le norme sociali e provocare il pubblico
  • Il corpo è visto come resistente al controllo e alla rappresentazione
  • Castellucci impiega interpreti non professionisti nelle sue produzioni
  • Lo scandalo è un mezzo per confrontare i limiti della percezione

Entità

Artisti

  • Romeo Castellucci

Istituzioni

  • artpress

Fonti