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La retrospettiva parigina di Roman Signer mette in risalto il silenzio

exhibition · 2026-04-23

Il Centre culturel suisse di Parigi ha ospitato la prima retrospettiva parigina di Roman Signer dal 10 settembre al 12 novembre 2006. La mostra presentava installazioni che combinavano video e scultura, in particolare un'opera con due serie di cinque coppie di schermi sovrapposti: dieci sculture che utilizzano venti televisori. Sugli schermi superiori, una donna comunica nella lingua dei segni, traducendo i filmati a colori muti sugli schermi inferiori, che raffigurano micro-narrative di esplosioni e pericolo. Dal 1975 Signer utilizza oggetti quotidiani come palloncini, secchi, aspirapolvere, motori, lattine e ventilatori, reagendo a forze naturali come vento, gravità e fuoco. Descrive la sua pratica come un linguaggio con un vocabolario di elementi e forme semplici, sottolineando l'importanza delle fasi temporali prima, durante e dopo le azioni. L'artista afferma che il momento in cui un oggetto è in aria e cade è cruciale, ma è più interessato alla fase preparatoria e alle conseguenze, che considera sculture anonime. La recensione di Dorothée Tramoni sostiene che il significato della mostra risiede nel silenzio – la quiete prima e dopo le esplosioni – in contrasto con il rumore spesso evidenziato dalla critica. La monografia pubblicata da Phaidon nel 2006 viene citata come correttiva di fraintendimenti passati. Signer rifiuta etichette come artista di oggetti, regista, disegnatore, artista d'azione, artista delle esplosioni o scultore, definendosi invece un artista che lavora con cose diverse.

Fatti principali

  • Mostra al Centre culturel suisse, Parigi, dal 10 settembre al 12 novembre 2006.
  • Installazione con due serie di cinque coppie di schermi sovrapposti (dieci sculture, venti televisori).
  • Schermi superiori mostrano una donna che usa la lingua dei segni per tradurre i filmati a colori muti sugli schermi inferiori.
  • Schermi inferiori raffigurano micro-narrative di esplosioni e pericolo.
  • Signer ha utilizzato oggetti come palloncini, secchi, aspirapolvere, motori, lattine e ventilatori dal 1975.
  • Gli oggetti reagiscono a forze naturali: vento, gravità, fuoco.
  • L'artista sottolinea l'importanza delle fasi temporali: prima, durante, dopo l'azione.
  • Monografia pubblicata da Phaidon nel 2006.
  • Recensione di Dorothée Tramoni evidenzia il silenzio come tema chiave.
  • Signer rifiuta etichette specifiche, si definisce come artista che lavora con cose diverse.

Entità

Artisti

  • Roman Signer
  • Dorothée Tramoni

Istituzioni

  • Centre culturel suisse
  • Phaidon

Luoghi

  • Paris
  • France

Fonti