Robyn Orlin su Caos, Apartheid e Pop Art al Montpellier Danse
La coreografa sudafricana Robyn Orlin, nota come 'l'irritante permanente', si è esibita al festival Montpellier Danse il 1-2 luglio 2002. In un'intervista con Jacqueline Caux, Orlin discute del suo uso di caos, provocazione e derisione per affrontare le tensioni post-apartheid e l'imperialismo occidentale. Trae ispirazione dai musical americani degli anni '40-'50, dal Teatro Ontologico-Isterico di Richard Foreman e da Bertolt Brecht. Le sue opere come 'Daddy...' e 'F. (Untitled)' espongono le disfunzioni razziali, mentre 'We must eat our suckers with the wrapper on...' affronta l'AIDS con moderazione. Orlin utilizza semplici lampade e telecamere di sorveglianza per demistificare la luce teatrale ed evitare il narcisismo degli interpreti. Cita influenze da Andy Warhol, Dada, donne surrealiste e Busby Berkeley. La sua 'teoria del caos' vede il disordine ovunque e rifiuta il pathos moralizzante. Orlin ha vinto il Premio Jan Fabre nel 2000 per l'opera più sovversiva. Ha studiato all'Art Institute of Chicago ed è stata allieva di Barney Simon del Market Theater Laboratory.
Fatti principali
- Robyn Orlin si è esibita al festival Montpellier Danse il 1-2 luglio 2002.
- In Sudafrica è chiamata 'l'irritante permanente'.
- Il suo lavoro usa caos, derisione e provocazione per criticare le questioni post-apartheid e l'imperialismo occidentale.
- Fa riferimento ai musical americani degli anni '40-'50, a Richard Foreman e a Bertolt Brecht.
- Il suo pezzo 'Daddy...' espone le disfunzioni razziali in corso.
- 'F. (Untitled)' presenta due Faust: uno bianco, uno nero.
- 'We must eat our suckers with the wrapper on...' affronta l'AIDS con moderazione.
- Usa semplici lampade e telecamere di sorveglianza per controllare il fuoco ed evitare il narcisismo degli interpreti.
- Ha studiato all'Art Institute of Chicago e ha realizzato film e video prima di tornare alla performance dal vivo.
- Il suo mentore è stato Barney Simon, fondatore del Market Theater Laboratory.
- Ha vinto il Premio Jan Fabre nel 2000 per l'opera più sovversiva.
- Si identifica come artista pop, influenzata da Andy Warhol, Dada, donne surrealiste e Busby Berkeley.
- La sua 'teoria del caos' vede il disordine ovunque e rifiuta il pathos moralizzante.
Entità
Artisti
- Robyn Orlin
- Elizabeth LeCompte
- Richard Foreman
- Bertolt Brecht
- Tadeusz Kantor
- Andy Warhol
- Busby Berkeley
- Martha Graham
- Barney Simon
- Romeo Castellucci
- Jacqueline Caux
- Thabo Mbeki
- Johann Wolfgang von Goethe
Istituzioni
- Montpellier Danse
- Wooster Group
- Market Theater Laboratory
- Art Institute of Chicago
- Jan Fabre Prize
Luoghi
- Montpellier
- France
- Johannesburg
- South Africa
- London
- Chicago
- United States
- Lithuania
- Europe
Fonti
- artpress —