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Robyn Orlin su Caos, Apartheid e Pop Art al Montpellier Danse

festival-fair · 2026-04-23

La coreografa sudafricana Robyn Orlin, nota come 'l'irritante permanente', si è esibita al festival Montpellier Danse il 1-2 luglio 2002. In un'intervista con Jacqueline Caux, Orlin discute del suo uso di caos, provocazione e derisione per affrontare le tensioni post-apartheid e l'imperialismo occidentale. Trae ispirazione dai musical americani degli anni '40-'50, dal Teatro Ontologico-Isterico di Richard Foreman e da Bertolt Brecht. Le sue opere come 'Daddy...' e 'F. (Untitled)' espongono le disfunzioni razziali, mentre 'We must eat our suckers with the wrapper on...' affronta l'AIDS con moderazione. Orlin utilizza semplici lampade e telecamere di sorveglianza per demistificare la luce teatrale ed evitare il narcisismo degli interpreti. Cita influenze da Andy Warhol, Dada, donne surrealiste e Busby Berkeley. La sua 'teoria del caos' vede il disordine ovunque e rifiuta il pathos moralizzante. Orlin ha vinto il Premio Jan Fabre nel 2000 per l'opera più sovversiva. Ha studiato all'Art Institute of Chicago ed è stata allieva di Barney Simon del Market Theater Laboratory.

Fatti principali

  • Robyn Orlin si è esibita al festival Montpellier Danse il 1-2 luglio 2002.
  • In Sudafrica è chiamata 'l'irritante permanente'.
  • Il suo lavoro usa caos, derisione e provocazione per criticare le questioni post-apartheid e l'imperialismo occidentale.
  • Fa riferimento ai musical americani degli anni '40-'50, a Richard Foreman e a Bertolt Brecht.
  • Il suo pezzo 'Daddy...' espone le disfunzioni razziali in corso.
  • 'F. (Untitled)' presenta due Faust: uno bianco, uno nero.
  • 'We must eat our suckers with the wrapper on...' affronta l'AIDS con moderazione.
  • Usa semplici lampade e telecamere di sorveglianza per controllare il fuoco ed evitare il narcisismo degli interpreti.
  • Ha studiato all'Art Institute of Chicago e ha realizzato film e video prima di tornare alla performance dal vivo.
  • Il suo mentore è stato Barney Simon, fondatore del Market Theater Laboratory.
  • Ha vinto il Premio Jan Fabre nel 2000 per l'opera più sovversiva.
  • Si identifica come artista pop, influenzata da Andy Warhol, Dada, donne surrealiste e Busby Berkeley.
  • La sua 'teoria del caos' vede il disordine ovunque e rifiuta il pathos moralizzante.

Entità

Artisti

  • Robyn Orlin
  • Elizabeth LeCompte
  • Richard Foreman
  • Bertolt Brecht
  • Tadeusz Kantor
  • Andy Warhol
  • Busby Berkeley
  • Martha Graham
  • Barney Simon
  • Romeo Castellucci
  • Jacqueline Caux
  • Thabo Mbeki
  • Johann Wolfgang von Goethe

Istituzioni

  • Montpellier Danse
  • Wooster Group
  • Market Theater Laboratory
  • Art Institute of Chicago
  • Jan Fabre Prize

Luoghi

  • Montpellier
  • France
  • Johannesburg
  • South Africa
  • London
  • Chicago
  • United States
  • Lithuania
  • Europe

Fonti