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Roberto Ago critica il VII Premio Fabbri per favoritismi e plagio

opinion-review · 2026-05-04

In una critica pungente pubblicata su Artribune, il critico Roberto Ago denuncia i verdetti del VII Premio Fabbri, sostenendo che la giuria è stata compromessa da assenteismo e favoritismi. Nota che sette giurati su dieci erano assenti la sera della premiazione, lasciando le decisioni a tre curatori presenti: l'organizzatore Carlo Sala e le curatrici Lucrezia Calabrò Visconti e Marta Papini, che accusa di parzialità verso un artista menzionato. Ago sostiene che le opere vincitrici nella sezione emergenti, in particolare il video di Luca Staccioli "Was it me? Screen memories" (2016-17), assomigliano molto a "Grosse Fatigue" (2013) di Camille Henrot, costituendo plagio. Critica anche le menzioni speciali per Fabio Ranzolin (paragonando il suo lavoro a quello di Tom Burr), Ruth Beraha (il cui lavoro "Io non posso entrare (autoritratto)" definisce parassitario su questioni serie) e Matteo Valerio. Nella sezione fotografia, il dittico della vincitrice Mimì Enna è descritto come debitore di Luigi Ghirri, con una dichiarazione concettuale che maschera risultati mediocri. Ago elogia la fotografia di Tomaso Clavarino dalla serie "To never forget" (2017) come più meritevole. Critica anche il lavoro di Massimo Ricciardo per la giustapposizione inerte e nota il video di Claudio Beorchia come un curioso documento. Ago conclude lamentando la dispersione di risorse limitate in ricerche immature e invita ad alzare i limiti di età nei premi per migliorare la qualità.

Fatti principali

  • Roberto Ago critica il VII Premio Fabbri per favoritismi e plagio.
  • Sette giurati su dieci erano assenti la sera della premiazione.
  • I tre curatori presenti erano Carlo Sala, Lucrezia Calabrò Visconti e Marta Papini.
  • Il video vincitore di Luca Staccioli 'Was it me? Screen memories' assomiglia a 'Grosse Fatigue' di Camille Henrot.
  • Il lavoro di Fabio Ranzolin è paragonato a quello di Tom Burr.
  • Il lavoro di Ruth Beraha 'Io non posso entrare (autoritratto)' è criticato come parassitario.
  • La fotografia vincitrice di Mimì Enna è debitrice di Luigi Ghirri.
  • La fotografia di Tomaso Clavarino da 'To never forget' è elogiata come più meritevole.

Entità

Artisti

  • Roberto Ago
  • Luca Staccioli
  • Camille Henrot
  • Fabio Ranzolin
  • Tom Burr
  • Ruth Beraha
  • Matteo Valerio
  • Mimì Enna
  • Luigi Ghirri
  • Tomaso Clavarino
  • Massimo Ricciardo
  • Claudio Beorchia

Istituzioni

  • Premio Fabbri
  • Artribune
  • MAMbo

Luoghi

  • Italia
  • Basilea
  • Firenze
  • Damasco

Fonti