Il 'Capitale Culturale' di Robert Hewison analizza la politica culturale britannica dal 1997 al 2012
In 'Capitale Culturale', Robert Hewison analizza l'evoluzione della politica culturale britannica dal 1997, anno in cui il governo New Labour di Tony Blair è salito al potere, fino alla supervisione della coalizione Conservatori-Liberali delle Olimpiadi di Londra 2012. L'attenzione si concentra principalmente sui primi 13 anni del New Labour, caratterizzati da investimenti sostanziali nelle arti e da un approccio utilitaristico che collegava i finanziamenti a obiettivi sociali come l'engagement del pubblico e l'inclusività. In quanto storico, Hewison ricostruisce meticolosamente lo sviluppo delle politiche attraverso analisi di think tank e documenti governativi, illustrando come il 'Cool Britannia' del New Labour e il Millennium Dome abbiano portato a una cultura vista come strumento per l'ingegneria economica e sociale. Questa prospettiva ha comportato centralizzazione, microgestione e obiettivi di coinvolgimento pubblico non raggiunti. Il libro affronta anche le misure di austerità e i cambiamenti politici sotto il governo di coalizione. Hewison contesta la convinzione che la cultura sovvenzionata possa migliorare direttamente la società, affermando che l'interferenza politica alla fine mette in pericolo l'indipendenza artistica. Sostiene che i finanziamenti pubblici dovrebbero guidare la preservazione delle risorse culturali, sollevando interrogativi sul processo decisionale nell'allocazione delle risorse. Questa recensione è apparsa per la prima volta nell'edizione di gennaio e febbraio 2015 di ArtReview.
Fatti principali
- Il libro 'Capitale Culturale' di Robert Hewison analizza la politica culturale britannica dal 1997 al 2012.
- Si concentra sul governo New Labour di Tony Blair e sul suo 'periodo d'oro' della spesa pubblica per le arti.
- Il New Labour ha strumentalizzato i finanziamenti culturali per raggiungere obiettivi di politica sociale come la partecipazione del pubblico e l'inclusione.
- La politica ha trattato la cultura come strumento per l'attività economica e l'ingegneria sociale, non come intrinsecamente preziosa.
- Questo approccio ha portato a centralizzazione, microgestione e obiettivi falliti per coinvolgere gruppi culturalmente svantaggiati.
- Il libro copre anche i tagli alla spesa guidati dall'austerità della coalizione Conservatori-Liberali dopo il 2010.
- Hewison sostiene che la manipolazione politica distrugge la libertà e il valore intrinseco della cultura.
- La recensione è stata pubblicata nel numero di gennaio e febbraio 2015 di ArtReview.
Entità
Artisti
- Robert Hewison
- Tony Blair
Istituzioni
- New Labour
- Conservative–Liberal coalition
- ArtReview
Luoghi
- London
- United Kingdom
- Westminster