Richard Leydier sul futuro dell'arte dopo il COVID-19
Richard Leydier, direttore di artpress, riflette sull'impatto della pandemia di COVID-19 sull'arte contemporanea. Nota che la crisi sanitaria ha messo in luce profonde divisioni sociali e si interroga sul futuro dell'arte in un mondo post-pandemico. Leydier sostiene che l'arte non sarà una priorità nella fase di ricostruzione e critica l'idea che l'arte possa salvare il mondo. Osserva che molte mostre sono state allestite poco prima del lockdown e rimarranno invisibili, mentre le mostre virtuali proliferano. Mette in guardia dal rischio che le mostre virtuali diventino la norma, sottolineando l'importanza di sperimentare le opere d'arte reali. Leydier invita a una rivalutazione critica di ciò che interessa veramente al pubblico, del motivo per cui molte mostre sono noiose nonostante artisti di talento, e del perché i critici rimangono in silenzio. Sostiene l'espansione dell'attenzione critica verso forme trascurate come l'arte naïf, l'art brut e la street art. Il testo si conclude con un riferimento al film 'The Day After Tomorrow' (2004) di Roland Emmerich.
Fatti principali
- Richard Leydier è il direttore di artpress.
- L'articolo è stato pubblicato il 3 aprile 2020.
- Leydier fa riferimento a Emmanuel Macron e Ludwig Wittgenstein.
- Afferma che l'arte non sarà una priorità nella ricostruzione post-pandemica.
- Molte mostre sono state allestite poco prima del lockdown e rimarranno invisibili.
- Le mostre virtuali stanno proliferando durante la crisi.
- Leydier spera che le mostre virtuali non diventino la norma.
- Invita a prestare attenzione critica all'arte naïf, all'art brut e alla street art.
- L'articolo fa riferimento al film 'The Day After Tomorrow' (2004) di Roland Emmerich.
Entità
Artisti
- Richard Leydier
- Roland Emmerich
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —