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Il radicale Shakespeare di Ricci/Forte al Festival di Spoleto

festival-fair · 2026-05-05

Al 60° Festival di Spoleto, i registi Ricci e Forte mettono in scena una radicale reinterpretazione del 'Troilo e Cressida' di Shakespeare che fonde teatro e danza. La produzione satirizza la 'società dello spettacolo' attraverso una lente di guerra guidata da lussuria e vanità, ambientata in tre scene: un'aula scolastica, un salone di bellezza e uno spazio indefinito che evoca l'antichità classica. Quindici attori interpretano sia scolari che guerrieri, esibendosi su una colonna sonora disco-punk che ricorda la sottocultura skinhead Oi!, in contrasto con la musica tradizionale siciliana. Il registro linguistico oscilla tra gergo televisivo, slang sessuale, pettegolezzi politici e dialetto siciliano. La narrazione critica la superficialità intellettuale della società di massa, con Troilo come idealista romantico in mezzo a un coro di donne che spettegolano sugli eroi troiani. La scena finale presenta una performance di danza che ritorna al tema delle origini della guerra, sebbene la critica allo spettacolo svanisca. Il recensore Niccolò Lucarelli nota che la produzione è concettualmente forte ma narrativamente disomogenea, con Cassandra sottoutilizzata come voce critica. Lo spettacolo è in scena al Festival di Spoleto.

Fatti principali

  • 60° Festival di Spoleto
  • Registi: Ricci e Forte
  • Opera: 'Troilo e Cressida' di William Shakespeare
  • Quindici attori nel cast
  • Scene: aula scolastica, salone di bellezza, spazio indefinito
  • Musica: disco-punk e tradizionale siciliana
  • Recensore: Niccolò Lucarelli
  • Fotografia: MLaura Antonelli/AGF

Entità

Artisti

  • Ricci
  • Forte
  • William Shakespeare
  • Niccolò Lucarelli
  • MLaura Antonelli

Istituzioni

  • Festival di Spoleto
  • Artribune

Luoghi

  • Spoleto
  • Italy

Fonti