Recensione di due pubblicazioni sulla cultura visiva libanese e l'ontologia dell'arte
Nell'ultimo numero di ARTMargins, Volume 14, Numero 1, pagine 132-146, il saggio di Natasha Gasparian, pubblicato il 5 febbraio 2025, analizza due testi accademici: 'Cosmopolitan Radicalism: The Visual Politics of Beirut’s Global Sixties' (2020) di Zeina Maasri e 'Fantasmic Objects: Art and Sociality from Lebanon, 1920-1950' (2022) di Kirsten Scheid. Entrambe le opere indagano come la cultura visiva abbia influenzato la modernità e l'identità in Libano dagli anni '50 agli anni '70, utilizzando l'antropologia culturale anziché gli studi visivi post-strutturalisti. Maasri si concentra sull'impatto tangibile ed emotivo della stampa, mentre Scheid approfondisce gli aspetti immaginativi della modernità attraverso l'arte. La recensione evidenzia la loro critica al positivismo negli studi mediorientali, ma osserva una mancanza di esplorazione riguardo alle origini sociali che definiscono l'arte sia come merce che come entità indipendente. Il saggio è accessibile tramite MIT Press con il DOI 10.1162/artm_r_00403.
Fatti principali
- Il saggio recensisce due pubblicazioni sulla cultura visiva libanese dagli anni '50 agli anni '70.
- 'Cosmopolitan Radicalism' di Zeina Maasri è stato pubblicato nel 2020.
- 'Fantasmic Objects' di Kirsten Scheid è stato pubblicato nel 2022.
- Entrambe le opere si discostano dai modelli post-strutturalisti, enfatizzando la materialità e la forza affettiva.
- La recensione critica le pubblicazioni per non aver pienamente considerato la genesi sociale dell'arte.
- Il saggio è stato pubblicato il 5 febbraio 2025 su ARTMargins Online.
- Appare in ARTMargins, Volume 14, Numero 1, pagine 132-146.
- Il contenuto è disponibile tramite abbonamento attraverso MIT Press.
Entità
Artisti
- Natasha Gasparian
- Zeina Maasri
- Kirsten Scheid
Istituzioni
- ARTMargins Online
- MIT Press
Luoghi
- Lebanon
- Beirut