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Recensione di 'Globalizing East European Art Histories' Esamina la Decolonizzazione e l'Arte Regionale

opinion-review · 2026-04-19

Il 26 luglio 2020 è stata pubblicata una recensione che valuta il libro 'Globalizing East European Art Histories: Past and Present' (Routledge, 2018), curato da Beáta Hock e Anu Allas. Questa raccolta deriva da una conferenza tenutasi nel 2014 a Lublino, in Polonia, sotto la direzione di Piotr Piotrowski. Include tredici saggi che mettono in discussione le prospettive convenzionali della storia dell'arte. Tra i contributi più significativi figurano Tomasz Grusiecki e Carolyn C. Guile che discutono della cultura visiva polacco-lituana, Agata Jakubowska che affronta temi femministi nella Polonia degli anni '70-'80, e Anu Allas insieme a Katarzyna Cytlak che esplorano i legami neo-avanguardisti. Inoltre, Kristóf Nagy analizza la rete Soros in Ungheria, mentre Sarah M. Schlachetzki esamina la pianificazione urbana modernista di Breslavia. La recensione critica varie metodologie, contrapponendo la storia dell'arte globale agli sforzi di decolonizzazione, sottolineando in particolare il contributo di Alpesh Kantilal Patel sul 'transnazionalismo minore'.

Fatti principali

  • Il volume curato 'Globalizing East European Art Histories: Past and Present' è stato pubblicato da Routledge nel 2018.
  • Il libro è nato da una conferenza tenutasi presso la Galeria Labirynt di Lublino, in Polonia, dal 24 al 27 ottobre 2014.
  • Piotr Piotrowski ha organizzato la conferenza prima della sua morte nel 2015; Beáta Hock e Anu Allas hanno curato il volume.
  • Il volume contiene nove saggi rivisti e quattro commissionati, suddivisi in quattro sezioni, che coprono periodi dall'epoca moderna iniziale a quella contemporanea.
  • Tomasz Grusiecki analizza un ritratto del XVII secolo conservato nel Museo Nazionale d'Arte di Minsk, mettendo in discussione le narrazioni sull'origine culturale.
  • Il saggio di Agata Jakubowska traccia le idee femministe nella Polonia comunista, menzionando le artiste Ewa Partum e Natalia LL.
  • Kristóf Nagy discute il ruolo della rete Soros nell'Ungheria del tardo periodo Kádár come 'intervento politico indiretto'.
  • La recensione contrappone la globalizzazione della storia dell'arte agli sforzi di decolonizzazione, citando un questionario del 2020 sulla rivista Art History.

Entità

Artisti

  • Yelena Kalinsky
  • Beáta Hock
  • Anu Allas
  • Piotr Piotrowski
  • Tomasz Grusiecki
  • Carolyn C. Guile
  • Agata Jakubowska
  • Katarzyna Cytlak
  • Milan Knížák
  • Jörg Scheller
  • Maya Fowkes
  • Reuben Fowkes
  • Kristóf Nagy
  • Sarah M. Schlachetzki
  • Alpesh Kantilal Patel
  • Tina Takemoto
  • Jaanus Samma
  • Tatiana Fiodorova
  • Amy Bryzgel
  • Joanna Sokołowska
  • Catherine Grant
  • Dorothy Price
  • Ewa Partum
  • Natalia LL
  • Gayatri Spivak
  • Giorgio Vasari
  • Clement Greenberg

Istituzioni

  • ARTMargins Online
  • Routledge
  • Galeria Labirynt
  • National Arts Museum in Minsk
  • Argentinean Centre for Art and Communication (CAYC)
  • El Periférico de Objetos
  • Soros network
  • The Courtauld Institute of Art
  • Art History
  • Reaktion Books
  • Umění
  • Teksty Drugie

Luoghi

  • New York
  • London
  • Lublin
  • Poland
  • Minsk
  • Czechoslovakia
  • Argentina
  • Hungary
  • Breslau (Wrocław)
  • Moldova
  • Chișinău
  • UK
  • European Union
  • East-Central Europe
  • Polish-Lithuanian Commonwealth
  • Balkans
  • Bulgaria
  • Romania
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  • Russia
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Fonti