Ripensare il formato della mostra e i suoi limiti
Christian Caliandro sostiene che il formato espositivo tradizionale limiti il potenziale dell'arte imponendo comportamenti prevedibili e impedendo incontri genuini con l'Altro. Egli afferma che lo spazio espositivo, in quanto sistema programmato, soffoca i processi imprevedibili che permettono all'arte di funzionare in modo significativo nelle condizioni contemporanee. Caliandro suggerisce che smantellare i codici espositivi sia necessario per trasformare le opere d'arte in piattaforme per la costruzione relazionale. Cita 'Il soccombente' di Thomas Bernhard per illustrare l'inutilità della produzione intellettuale. L'articolo fa parte di una serie sull'arte sfrangiata pubblicata su Artribune.
Fatti principali
- Christian Caliandro critica il formato espositivo come un sistema chiuso che limita le opportunità relazionali.
- La mostra è descritta come un oggetto storico con un inizio e non destinato a durare per sempre.
- Caliandro sostiene che lo spazio espositivo corrisponde a un sistema programmato basato sulla prevedibilità.
- Egli sostiene lo smantellamento dei codici che regolano la fruizione dell'arte per permettere all'arte di confrontarsi con la realtà.
- L'articolo fa riferimento a 'Il soccombente' di Thomas Bernhard (Adelphi, 2022).
- Il pezzo fa parte di una serie sull'arte sfrangiata.
- Caliandro è uno storico dell'arte contemporanea che insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel maggio 2022.
Entità
Artisti
- Christian Caliandro
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Artribune
- Castelvecchi Editore
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
Luoghi
- Firenze
- Italy