Ripensare la funzione pubblica: attori privati e beneficio collettivo nella politica culturale italiana
Stefano Monti sostiene che il concetto tradizionale di funzione pubblica in Italia è superato e limita la collaborazione tra settore pubblico e privato nella cultura. Egli definisce la funzione pubblica come azioni per il beneficio collettivo svolte da enti pubblici, radicata in una dicotomia tra interesse privato e dovere pubblico. Tuttavia, osserva che gli attori privati perseguono sempre più il valore sociale, non solo il profitto, e che i comportamenti prosociali possono generare rendimenti sia collettivi che privati. Monti cita esempi dagli Stati Uniti dove i datori di lavoro forniscono green card e istruzione per dipendenti chiave, non per obbligo di legge ma per attrarre talenti. In Italia, tali pratiche sono più rare perché i servizi pubblici sono delegati allo Stato, riducendo la proattività privata. Si chiede perché gli imprenditori culturali privati debbano investire le proprie risorse in funzioni pubbliche—come gestire musei—mentre pagano tasse alla pubblica amministrazione, mentre gli enti pubblici ricevono finanziamenti dedicati. Monti propone di sostituire 'funzione pubblica' con 'funzione collettiva' per riconoscere che gli attori privati possono servire il bene comune perseguendo i propri interessi. Invita a incentivare gli imprenditori culturali che investono tempo, competenze e capitale per migliorare la qualità e quantità della conoscenza. L'articolo conclude che finché l'Italia vede il privato come egoista e il pubblico come assistenziale, la collaborazione rimarrà lenta e burocratica.
Fatti principali
- Stefano Monti è partner di Monti&Taft, attivo in management, consulenza e analisi economica.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel luglio 2023.
- Monti sostiene che la funzione pubblica è intrinsecamente dicotomica, dividendo le azioni in private (utilitarismo microeconomico) e pubbliche (svolte da enti sovrapersonali).
- Nota che i comportamenti prosociali possono aumentare i rendimenti privati, un principio più potente della CSR.
- Negli Stati Uniti, i contratti di lavoro possono includere green card per la famiglia e istruzione, cosa rara in Italia.
- Monti si chiede perché gli imprenditori culturali privati debbano investire le proprie risorse e pagare tasse alla pubblica amministrazione per gestire servizi pubblici.
- Propone di sostituire 'funzione pubblica' con 'funzione collettiva' per riflettere meglio la realtà.
- L'articolo cita l'Articolo 119 della Costituzione italiana riguardo alle risorse per gli enti pubblici che perseguono funzioni pubbliche.
Entità
Istituzioni
- Artribune
- Monti&Taft
- Italian Constitution
Luoghi
- Italy
- United States