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Renato Barilli sull'arte delicata di Marisa Merz e la sua collaborazione con Mario Merz

opinion-review · 2026-05-04

Renato Barilli riflette su Marisa Merz, l'unica donna del gruppo dell'Arte Povera, e il suo rapporto di collaborazione con il marito Mario Merz. Mario Merz utilizzava sequenze di Fibonacci e tubi al neon in uno stile biomorfico, mentre Marisa creava opere delicate e intime usando l'uncinetto con filo di rame, scarpine minuscole e forme embrionali. La loro partnership è descritta come una 'concordia discors', con le strutture espansive e razionali di Mario a sostenere le creazioni fragili e spettrali di Marisa. Marisa ha lasciato tracce negli spazi sperimentali di Roma, come il locale di Fabio Sargentini, e successivamente in un suite borghese. Barilli nota la sua incertezza nella pittura ma loda la sua magia nella modellazione dell'argilla. L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel luglio 2019.

Fatti principali

  • Marisa Merz era l'unica donna tra gli undici artisti dell'Arte Povera.
  • Mario Merz utilizzava sequenze numeriche di Fibonacci nel suo lavoro.
  • Mario Merz impiegava tubi al neon in uno stile biomorfico, diversamente dal minimalismo di Dan Flavin.
  • Marisa Merz usava l'uncinetto con filo di rame per creare opere delicate.
  • Realizzava anche scarpine minuscole e le lasciava in luoghi come la spiaggia di Fregene e Villa Medici.
  • La coppia collaborava negli spazi sperimentali di Roma, incluso il locale di Fabio Sargentini.
  • Barilli considera la pittura di Marisa meno riuscita della sua scultura.
  • L'articolo è un ricordo personale del critico Renato Barilli.
  • Pubblicato su Artribune nel luglio 2019.

Entità

Artisti

  • Marisa Merz
  • Mario Merz
  • Renato Barilli
  • Dan Flavin
  • Bruce Nauman
  • Lucio Fontana
  • Fabio Sargentini

Istituzioni

  • Artribune
  • Università di Bologna
  • DAMS
  • Villa Medici

Luoghi

  • Rome
  • Fregene
  • Italy

Fonti