Renato Barilli sull'arte delicata di Marisa Merz e la sua collaborazione con Mario Merz
Renato Barilli riflette su Marisa Merz, l'unica donna del gruppo dell'Arte Povera, e il suo rapporto di collaborazione con il marito Mario Merz. Mario Merz utilizzava sequenze di Fibonacci e tubi al neon in uno stile biomorfico, mentre Marisa creava opere delicate e intime usando l'uncinetto con filo di rame, scarpine minuscole e forme embrionali. La loro partnership è descritta come una 'concordia discors', con le strutture espansive e razionali di Mario a sostenere le creazioni fragili e spettrali di Marisa. Marisa ha lasciato tracce negli spazi sperimentali di Roma, come il locale di Fabio Sargentini, e successivamente in un suite borghese. Barilli nota la sua incertezza nella pittura ma loda la sua magia nella modellazione dell'argilla. L'articolo è stato pubblicato su Artribune nel luglio 2019.
Fatti principali
- Marisa Merz era l'unica donna tra gli undici artisti dell'Arte Povera.
- Mario Merz utilizzava sequenze numeriche di Fibonacci nel suo lavoro.
- Mario Merz impiegava tubi al neon in uno stile biomorfico, diversamente dal minimalismo di Dan Flavin.
- Marisa Merz usava l'uncinetto con filo di rame per creare opere delicate.
- Realizzava anche scarpine minuscole e le lasciava in luoghi come la spiaggia di Fregene e Villa Medici.
- La coppia collaborava negli spazi sperimentali di Roma, incluso il locale di Fabio Sargentini.
- Barilli considera la pittura di Marisa meno riuscita della sua scultura.
- L'articolo è un ricordo personale del critico Renato Barilli.
- Pubblicato su Artribune nel luglio 2019.
Entità
Artisti
- Marisa Merz
- Mario Merz
- Renato Barilli
- Dan Flavin
- Bruce Nauman
- Lucio Fontana
- Fabio Sargentini
Istituzioni
- Artribune
- Università di Bologna
- DAMS
- Villa Medici
Luoghi
- Rome
- Fregene
- Italy