Renato Barilli difende le divisioni tradizionali della Biennale di Venezia
In un articolo d'opinione su Artribune, il critico Renato Barilli si oppone alle proposte di fondere le sezioni tradizionali della Biennale di Venezia (arte, cinema, musica, teatro, architettura) in un unico evento sincretico. Barilli sostiene che la forza della Biennale risiede nel rispetto del suo ritmo biennale e dei confini disciplinari distinti, contrapponendola a documenta, che a suo dire ha sofferto di una cadenza meno frequente e di una fusione forzata delle arti nel 2022. Distingue il cinema dalla videoarte, affermando che la videoarte manca di narrazione e privilegia i dati sensoriali grezzi, mentre il cinema eredita la tradizione del racconto. Barilli avverte che il pubblico del Festival del Cinema di Venezia rifiuterebbe performance al posto dei film. Critica anche la collocazione infelice del padiglione italiano all'Arsenale e mette in guardia dal rischio che la Biennale diventi un'"ONU del visivo" con troppe nazioni partecipanti. Suggerisce che un comitato e il direttore artistico selezionino i paesi meritevoli per gli spazi ufficiali (Giardini e Arsenale), mentre gli altri trovino sedi alternative. Conclude che, con questi aggiustamenti, la Biennale ha un lungo futuro davanti a sé. L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #70.
Fatti principali
- Renato Barilli è un critico e professore emerito dell'Università di Bologna.
- Barilli si oppone alla fusione delle sezioni tradizionali della Biennale di Venezia.
- Sostiene che la forza della Biennale risiede nel suo ritmo biennale e nelle discipline separate.
- Afferma che documenta ha sofferto di un ritmo più lungo e di una fusione forzata delle arti nel 2022.
- Barilli distingue il cinema dalla videoarte: la videoarte non ha trama, il cinema ha narrazione.
- Crede che il pubblico del Lido rifiuterebbe performance al posto dei film.
- Barilli critica la posizione remota del padiglione italiano all'Arsenale.
- Mette in guardia dal rischio che la Biennale diventi un'"ONU del visivo" con troppe nazioni.
- Propone che un comitato selezioni i paesi meritevoli per gli spazi ufficiali.
- L'articolo è stato pubblicato su Artribune Magazine #70.
- Barilli ha scritto 'Mappa delle arti nell’epoca digitale' (Marietti).
- Vincenzo Trione ha proposto di fondere le sezioni della Biennale sul Corriere della Sera.
Entità
Artisti
- Renato Barilli
- Vincenzo Trione
- Anish Kapoor
- Anselm Kiefer
- Frank Gehry
Istituzioni
- Biennale di Venezia
- documenta
- Corriere della Sera
- Enciclopedia Treccani
- Università di Bologna
- DAMS
- Artribune
- Marietti
- Arsenale
- Giardini di Sant’Elena
- Lido
Luoghi
- Venezia
- Italy
- Bologna
- Milan