Renato Barilli critica il mondo dell'arte incentrato sui curatori
Renato Barilli, professore emerito all'Università di Bologna e critico militante da settant'anni, sostiene che l'attuale privilegio dei curatori rispetto ai critici mina il futuro dell'arte. Egli afferma che una critica sana richiede la combinazione di scrittura critica e organizzazione di mostre, come praticato da colleghi come Calvesi, Crispolti, Menna, Boatto, Celant e Bonito Oliva. Barilli lamenta che dal nuovo secolo le biennali sono state guidate da curatori di spicco che spesso tradiscono i loro principi dichiarati, facendo scelte conservative e selezionando nomi affermati per evitare rischi. Critica Okwui Enwezor, direttore della 56ª Biennale di Venezia, come l'epitome di questi difetti. Barilli afferma che il conformismo prevale sulla genuina curiosità e sulle visite in studio. L'articolo appare su Artribune Magazine #34.
Fatti principali
- Renato Barilli è professore emerito all'Università di Bologna.
- Barilli è critico militante da settant'anni, iniziando con un articolo su Il Verri.
- Crede che la critica richieda la combinazione di scrittura e organizzazione di mostre.
- Nomina i colleghi Calvesi, Crispolti, Menna, Boatto, Celant e Bonito Oliva come condividere questo approccio.
- Barilli critica la tendenza a nominare curatori di spicco per guidare le biennali.
- Afferma che i curatori fanno scelte conservative, selezionando 'i soliti noti' per evitare rischi.
- Okwui Enwezor, direttore della 56ª Biennale di Venezia, è indicato come il peggior esempio.
- L'articolo è pubblicato su Artribune Magazine #34.
Entità
Artisti
- Renato Barilli
- Calvesi
- Crispolti
- Menna
- Boatto
- Celant
- Bonito Oliva
- Okwui Enwezor
Istituzioni
- University of Bologna
- Il Verri
- Venice Biennale
- Artribune
Luoghi
- Bologna
- Italy
- Venice