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Renato Barilli critica il mondo dell'arte incentrato sui curatori

opinion-review · 2026-05-05

Renato Barilli, professore emerito all'Università di Bologna e critico militante da settant'anni, sostiene che l'attuale privilegio dei curatori rispetto ai critici mina il futuro dell'arte. Egli afferma che una critica sana richiede la combinazione di scrittura critica e organizzazione di mostre, come praticato da colleghi come Calvesi, Crispolti, Menna, Boatto, Celant e Bonito Oliva. Barilli lamenta che dal nuovo secolo le biennali sono state guidate da curatori di spicco che spesso tradiscono i loro principi dichiarati, facendo scelte conservative e selezionando nomi affermati per evitare rischi. Critica Okwui Enwezor, direttore della 56ª Biennale di Venezia, come l'epitome di questi difetti. Barilli afferma che il conformismo prevale sulla genuina curiosità e sulle visite in studio. L'articolo appare su Artribune Magazine #34.

Fatti principali

  • Renato Barilli è professore emerito all'Università di Bologna.
  • Barilli è critico militante da settant'anni, iniziando con un articolo su Il Verri.
  • Crede che la critica richieda la combinazione di scrittura e organizzazione di mostre.
  • Nomina i colleghi Calvesi, Crispolti, Menna, Boatto, Celant e Bonito Oliva come condividere questo approccio.
  • Barilli critica la tendenza a nominare curatori di spicco per guidare le biennali.
  • Afferma che i curatori fanno scelte conservative, selezionando 'i soliti noti' per evitare rischi.
  • Okwui Enwezor, direttore della 56ª Biennale di Venezia, è indicato come il peggior esempio.
  • L'articolo è pubblicato su Artribune Magazine #34.

Entità

Artisti

  • Renato Barilli
  • Calvesi
  • Crispolti
  • Menna
  • Boatto
  • Celant
  • Bonito Oliva
  • Okwui Enwezor

Istituzioni

  • University of Bologna
  • Il Verri
  • Venice Biennale
  • Artribune

Luoghi

  • Bologna
  • Italy
  • Venice

Fonti