Renato Barilli critica la collocazione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia
Renato Barilli, professore emerito dell'Università di Bologna, torna a criticare la posizione del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, definendola 'tormentata questione'. Secondo Barilli, il padiglione è situato nella stanza più lontana dell'Arsenale, dove i visitatori arrivano stanchi, e l'illuminazione è scarsa, mentre un giardino luminoso all'uscita sembra una liberazione. Inoltre, il numero di partecipanti è incerto, oscillando tra selezioni massicce (come quella di Sgarbi) e sparute terne come quest'anno, senza mai mettere in pole position un artista capace di vincere il Leone d'oro. Barilli ricorda l'edizione del 1972, quando la selezione italiana era nel padiglione centrale dei Giardini, e lui stesso partecipò alla mostra 'Opera o comportamento' curata da Francesco Arcangeli, con dodici sale. Quella mostra verrà riproposta il 6 maggio al Centro Pecci di Prato sotto la guida di Fabio Cavallucci. Barilli suggerisce di tornare a quella soluzione, sistemando i padiglioni minori nell'Arsenale e riducendo lo spazio per le scelte del direttore. Ricorda anche l'esperienza dell'Aperto del 1990, quando il direttore aveva il padiglione centrale e un comitato selezionava giovani artisti alle Corderie, permettendo all'Italia di piazzare sei artisti accanto a nomi come Jeff Koons e Wim Delvoye. Critica poi la decisione di chiudere l'Aperto, dando al direttore spazio illimitato senza regia.
Key facts
- Renato Barilli critica la collocazione del Padiglione Italia all'Arsenale della Biennale di Venezia.
- Il padiglione è nella stanza più lontana, con scarsa illuminazione e navette insufficienti.
- Il numero di partecipanti è incerto, oscillando tra selezioni massicce e sparute terne.
- Barilli ricorda l'edizione del 1972 con la mostra 'Opera o comportamento' al padiglione centrale.
- La mostra del 1972 verrà riproposta il 6 maggio al Centro Pecci di Prato diretto da Fabio Cavallucci.
- Barilli propone di tornare alla soluzione del 1972, sistemando i padiglioni minori nell'Arsenale.
- Nell'Aperto del 1990, l'Italia piazzò sei artisti accanto a Jeff Koons e Wim Delvoye.
- Barilli critica la chiusura dell'Aperto che ha dato al direttore spazio illimitato senza regia.
Entities
Artists
- Renato Barilli
- Francesco Arcangeli
- Jeff Koons
- Wim Delvoye
- Vittorio Sgarbi
- Fabio Cavallucci
Institutions
- Biennale di Venezia
- Padiglione Italia
- Università di Bologna
- Centro Pecci di Prato
- Artribune
Locations
- Venezia
- Italia
- Arsenale
- Giardini
- Prato