Rebecca Moccia e Christian Caliandro sull'arte come distanza e neovernacolare
In uno scambio di lettere pubblicato su Artribune, l'artista Rebecca Moccia e lo storico dell'arte Christian Caliandro discutono la necessità della distanza nella creazione artistica. Caliandro sostiene che l'arte e la scrittura devono provenire da fuori dalla vita, non dall'interno dell'azione, citando come esempio i corrispondenti di guerra come George Orwell e Michael Herr. Moccia risponde sottolineando che l'arte è magneticamente attratta dall'azione, vivendo in uno stato di perpetuo desiderio. Il testo esplora anche il concetto di 'neovernacolare', descritto come ingenuo ma sofisticato, brutale e consapevolmente stupido, radicato nelle tradizioni contadine e ancestrali. I riferimenti includono Carl Gustav Jung, 'Piss Painting' (1978) di Andy Warhol e film di Joris Ivens e Luigi Di Gianni.
Fatti principali
- Christian Caliandro è uno storico dell'arte nato nel 1979.
- Caliandro insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze.
- Lo scambio fa parte di una serie intitolata 'Trappole dell’acting'.
- Moccia fa riferimento alla sua newsletter sul concetto di 'catarifrangenza'.
- Il termine 'neovernacolare' è definito come preesistente e non creabile.
- Viene menzionato 'Piss Painting' di Andy Warhol del 1978.
- È citato il film del 1960 di Joris Ivens 'L’Italia non è un paese povero'.
- È citato il film del 1958 di Luigi Di Gianni 'Magia Lucana'.
Entità
Artisti
- Rebecca Moccia
- Christian Caliandro
- Carl Gustav Jung
- George Orwell
- Ernest Hemingway
- Michael Herr
- Andy Warhol
- Joris Ivens
- Lino Del Fra
- Ernesto De Martino
- Luigi Di Gianni
- Alice
Istituzioni
- Accademia di Belle Arti di Firenze
- Symbola Fondazione per le Qualità italiane
- Artribune
Luoghi
- Firenze
- Italy
- Mondello
- Venezia