Rana Dehghan su trauma, fantasmi e la coperta come rifugio
In un'intervista con Canvas, l'artista iraniana Rana Dehghan discute come la sua educazione in una società islamica rigida influenzi la sua pratica. La dissimulazione e il trauma si manifestano come fantasmi e spiriti nel suo lavoro, una metafora diretta della coperta che usa fin dall'infanzia come spazio sicuro per esprimersi. Le sue sculture di fantasmi includono dettagli come un gatto, pianto, materiale blu e una mano che si protende, ognuno riferito a questo rifugio personale. I gatti appaiono frequentemente, legati ai gatti randagi in Iran e ai suoi quattro animali domestici. Dehghan evita dichiarazioni d'artista, preferendo che gli spettatori interpretino liberamente. Il suo prossimo progetto, nato dalle sessioni di terapia, esplora le sue paure più intime. L'intervista appare in Canvas 109: Fumo e specchi.
Fatti principali
- Rana Dehghan è cresciuta in Iran, un paese islamico rigido.
- Usa una coperta come simbolo di rifugio e auto-espressione fin dall'infanzia.
- Fantasmi e spiriti nel suo lavoro rappresentano la sua anima e il trauma.
- Una scultura di fantasma include una mano che emerge, testando le acque.
- I gatti sono prominenti, ispirati dai gatti randagi in Iran e dai suoi quattro gatti.
- Non ama scrivere dichiarazioni d'artista, preferendo l'interpretazione del pubblico.
- Il suo progetto attuale riguarda le sue paure più intime, derivate dalla terapia.
- L'intervista è stata pubblicata in Canvas 109: Fumo e specchi.
Entità
Artisti
- Rana Dehghan
Istituzioni
- Canvas
Luoghi
- Iran