Raggi presenta ricorso contro la riforma del Colosseo di Franceschini
Nel 2015, Ignazio Marino e Dario Franceschini firmarono un accordo per la gestione dell'Area Archeologica Centrale di Roma. Dopo la caduta di Marino, Franceschini continuò a riformare i principali musei e parchi archeologici italiani, concedendo loro autonomia e selezione internazionale dei direttori. Nel gennaio 2017, incluse il Colosseo e Pompei. Roma fu riorganizzata: Colosseo, Arco di Costantino, Foro Romano, Palatino, Domus Aurea e Meta Sudans divennero un Parco Archeologico con un direttore selezionato a livello internazionale e piena autonomia. La Soprintendenza avrebbe ricevuto il 30% delle entrate del parco, il parco il 50% e il 20% al fondo di solidarietà nazionale. Il 21 aprile 2017, la sindaca di Roma Virginia Raggi e l'assessore Luca Bergamo annunciarono un ricorso al TAR contro il decreto, sostenendo che crea aree archeologiche di prima e seconda classe e sottrae il Colosseo alla città. Franceschini ha liquidato le affermazioni come fake news, affermando che la ripartizione delle entrate rimane invariata: l'80% resta a Roma (50% all'area archeologica centrale, 30% alla Soprintendenza) e il 20% al fondo nazionale. La riforma ha avuto successo altrove in Italia, come a Pompei, Brera e alla Reggia di Caserta. L'amministrazione Raggi è stata criticata per immobilismo, non avendo nominato un direttore per il museo Macro e mancando di politiche culturali. Il ricorso rischia di bloccare una riforma che si è dimostrata efficace a livello nazionale.
Fatti principali
- Ignazio Marino e Dario Franceschini hanno firmato un accordo nel 2015 per l'Area Archeologica Centrale di Roma.
- La riforma di Franceschini ha concesso autonomia ai principali musei e parchi archeologici italiani.
- Nel gennaio 2017, il Colosseo e Pompei sono stati inclusi nella riforma.
- Il Colosseo, l'Arco di Costantino, il Foro Romano, il Palatino, la Domus Aurea e la Meta Sudans sono diventati un Parco Archeologico.
- Il parco avrà un direttore scelto tramite bando internazionale e piena autonomia.
- Ripartizione delle entrate: 50% al parco, 30% alla Soprintendenza, 20% al fondo di solidarietà nazionale.
- Virginia Raggi e Luca Bergamo hanno annunciato un ricorso al TAR il 21 aprile 2017.
- Franceschini ha definito le affermazioni fake news, affermando che la ripartizione delle entrate rimane invariata.
- La riforma ha avuto successo a Pompei, Brera e alla Reggia di Caserta.
- L'amministrazione Raggi non ha nominato un direttore per il museo Macro da oltre un anno.
Entità
Istituzioni
- Artribune
- Campidoglio
- Comune di Roma
- Galleria Borghese
- Galleria Nazionale d'Arte Moderna
- Macro
- MAAM (Museo dell'Altro e dell'Altrove)
- Ministero dei Beni Culturali
- Palazzo delle Esposizioni
- Parco Archeologico del Colosseo
- Pompei
- Reggia di Caserta
- Soprintendenza Speciale di Roma
- TAR (Tribunale Amministrativo Regionale)
- Villa Giulia
- Ministry of Cultural Heritage (Mibact)
- Special Superintendence for the Colosseum and the Central Archaeological Area of Rome
- Special Superintendence of Pompeii
- Colosseum Archaeological Park
- Pompeii Archaeological Park
- Special Superintendence for Archaeology, Fine Arts, and Landscape of Rome
- City of Rome
Luoghi
- Brera
- Caserta
- Italy
- Pompeii
- Rome
- Rome, Campidoglio
- Rome, Central Archaeological Area
- Rome, Colosseum
- Rome, Domus Aurea
- Rome, Fori Imperiali
- Rome, Mercati di Traiano
- Rome, Meta Sudans
- Rome, Palatine
- Rome, Roman Forum
- Colosseum
- Roman Forum
- Palatine Hill
- Domus Aurea
- Meta Sudans