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Il 'L'arte senza l'arte' di Raffaele Gavarro esplora la realtà 'analogicodigitale'

publication · 2026-04-27

Il libro 'L'arte senza l'arte' (Maretti, 2020) di Raffaele Gavarro esamina il passaggio dall'analogico a una realtà ibrida 'analogicodigitale' nell'arte contemporanea. Gavarro sostiene che il codice digitale e gli algoritmi privano la tecnica del contenuto esistenziale, portando a una nuova forma d'arte che fonde fisico e digitale. Usa 'Clock' (2010) di Christian Marclay per illustrare come la tecnologia assedia l'esistenza. Il libro discute i 'rifiuti digitali' come parte sostanziale delle opere d'arte, trasformandosi in una 'modalità meme' che sfida la critica d'arte tradizionale. Gavarro fa riferimento a opere di Damien Hirst, Roberto Cuoghi, Hito Steyerl e Pierre Huyghe per mappare il pensiero estetico contemporaneo. Conia 'realistätsgeist' (spirito della realtà) per descrivere l'interdipendenza tra esistenza fisica e immaginazione. Il testo si allinea alle idee di Jacques Rancière su arte e politica, citando Tania Bruguera, Julian Rosefeldt, Olafur Eliasson e Alterazioni Video. Gavarro invita a un cambiamento di prospettiva per riconoscere una nuova essenza artistica.

Fatti principali

  • Titolo del libro: 'L'arte senza l'arte' di Raffaele Gavarro
  • Editore: Maretti, Imola, 2020
  • Pagine: 128, Prezzo: €18, ISBN: 9788893970082
  • Gavarro introduce il concetto 'analogicodigitale'
  • Riferimento a 'Clock' (2010) di Christian Marclay
  • Discute i 'rifiuti digitali' come materiale artistico significativo
  • Conia il neologismo 'realistätsgeist' (spirito della realtà)
  • Si allinea a 'Il disagio dell'estetica' di Jacques Rancière

Entità

Artisti

  • Raffaele Gavarro
  • Christian Marclay
  • Damien Hirst
  • Roberto Cuoghi
  • Hito Steyerl
  • Pierre Huyghe
  • Tania Bruguera
  • Julian Rosefeldt
  • Olafur Eliasson
  • Alterazioni Video
  • Jacques Rancière

Istituzioni

  • Maretti
  • Serpentine Gallery
  • Biennale di Venezia
  • Artribune

Luoghi

  • Imola
  • Venezia
  • Londra
  • Italia
  • Regno Unito

Fonti