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Proposta di policy fiscale per ridefinire le Industrie Culturali e Creative

opinion-review · 2026-04-27

Stefano Monti, partner di Monti&Taft, sostiene che il settore delle Industrie Culturali e Creative (ICC) non può essere definito dall'accademia, ma dalle imprese stesse attraverso politiche fiscali mirate. Dal 2010, anno del Green Paper della Commissione Europea, si tenta invano di delimitare il perimetro delle ICC, con risultati arbitrari e report incomparabili. Monti propone una carta di credito dedicata per spese culturali deducibili, con imprese iscritte a un registro che ne attesti la natura culturale. La valutazione dei requisiti potrebbe essere affidata a studenti, dottorandi e centri di ricerca. Questo sistema aggiornerebbe i dati, ridurrebbe la dispersione di risorse pubbliche e incrementerebbe i consumi culturali privati, superando i limiti dei bonus. L'autore critica l'aver delegato all'università una funzione strategica, chiedendo allo Stato di agire come tale con politiche incisive.

Key facts

  • Le ICC non sono definibili con uno schema fisso a causa della loro eterogeneità.
  • Il Green Paper della Commissione Europea del 2010 ha avviato il dibattito sulle ICC.
  • Monti propone una carta di credito per spese culturali deducibili.
  • Le imprese dovrebbero iscriversi a un registro per certificare la loro natura culturale.
  • Studenti e dottorandi potrebbero valutare i requisiti delle imprese.
  • La policy fiscale ridurrebbe la dispersione di risorse pubbliche.
  • L'incremento dei consumi culturali privati diminuirebbe il peso del finanziamento pubblico.
  • Monti critica l'accademia per aver assunto un ruolo che non le compete.

Entities

Artists

  • Stefano Monti

Institutions

  • Monti&Taft
  • Commissione Europea
  • Artribune

Locations

  • Italia

Sources