Prato come Organismo Vivente: Teoria e Pratica Urbana
Andrea Branzi ha individuato Prato come luogo di nascita della città continua e omogenea, che incarna l'idea di città No-Stop. Questo ambiente urbano è allo stesso tempo storico e lungimirante, caratterizzato da un continuo auto-ridisegno e da un perpetuo dinamismo. Prato è composta da spazi molecolari che assomigliano a una città nella città, promuovendo connessioni intangibili e accogliendo una varietà di residenti. Le pratiche urbane moderne stanno sfidando lo sviluppo convenzionale integrando la Natura come nuova componente urbana (Emanuele Coccia, 2019) e utilizzando l'entropia come concetto strategico, come evidenziato da Malaparte in 'Maledetti Toscani'. La topologia della città è sia discreta che indeterminata, generando nuovi modelli che interagiscono con il suo quadro storico. Ciò si allinea con le osservazioni di Bruno Latour del 2020 su Gaia, sottolineando la necessità di modelli adattabili per una vita sostenibile. Testo di Elisa Cristiana Cattaneo, a cura di Emilia Giorgi.
Fatti principali
- 1. Andrea Branzi ha identificato Prato come origine della città continua.
- 2. Prato è descritta come genesi ed espressione della città No-Stop.
- 3. Lo spazio urbano della città è storico, visionario, teorico, iper-reale.
- 4. Prato ha un'epigenesi scissa con un auto-ridisegno ciclico.
- 5. Le attuali operazioni urbane includono l'innesto sottrattivo con la Natura come nuovo 'vivente' (Coccia, 2019).
- 6. L'entropia è un principio strategico attraverso l'economia del riuso e dello scarto (Malaparte).
- 7. Gli spazi Macrolotti sono in fase di forestazione.
- 8. Viene citata la dichiarazione di Bruno Latour del 2020 su Gaia.
Entità
Artisti
- Andrea Branzi
- Emanuele Coccia
- Malaparte
- Bruno Latour
- Elisa Cristiana Cattaneo
- Emilia Giorgi
Istituzioni
- MIT
- Harvard Graduate School of Design
- Artribune
Luoghi
- Prato
- Italy