La rinascita artistica della Sarajevo del dopoguerra attraverso il Centro Soros
L'assedio triennale di Sarajevo ha devastato le sue infrastrutture e i finanziamenti istituzionali, causando la scomparsa totale di professioni come quella dello storico dell'arte. Nonostante questa dolorosa transizione, è emersa una vivace scena artistica grazie alla creazione di un centro d'arte contemporanea da parte della Fondazione Soros e di una giovane generazione che, nonostante la traumatica esperienza bellica, non nutre né odio né provincialismo. Desiderosi di perpetuare la tradizione di tolleranza e apertura della città, si appropriano dello spazio urbano e spirituale in modo perfettamente apolitico.
Fatti principali
- Sarajevo ha subito un assedio triennale.
- L'assedio ha lasciato la città impoverita in termini di infrastrutture e finanziamenti istituzionali.
- La professione di storico dell'arte è scomparsa del tutto.
- Un centro d'arte contemporanea è stato creato dalla Fondazione Soros.
- È emersa una giovane generazione senza odio né provincialismo nonostante il trauma della guerra.
- Mirano a perpetuare la tradizione di tolleranza e apertura di Sarajevo.
- La loro appropriazione dello spazio urbano e spirituale è apolitica.
- L'articolo è stato pubblicato su artpress nell'aprile 1999.
Entità
Istituzioni
- Soros Foundation
- Centre de l'art contemporain
- artpress
Luoghi
- Sarajevo
- Bosnia and Herzegovina
Fonti
- artpress —