Post-mediazione: quando il fruitore attiva il patrimonio culturale muto
Alessio Esposito, dottorando in Scienze del Patrimonio Culturale all'Università di Roma Tor Vergata, pubblica un saggio che critica la mediazione museale tradizionale e propone una 'post-mediazione' basata sull'attivazione del fruitore. Prendendo spunto da Mechtild Widrich (Performative Monuments, 2014) e dal silenzio del Mosè di Michelangelo, Esposito sostiene che le opere d'arte pubbliche sono 'mute' e necessitano di strategie performative per generare coscienza storica. Cita Giovanni Carrada (Perché non parli?, 2025) e la definizione ICOM di museo, criticando la trasmissione unidirezionale del sapere. Riprende Jacques Rancière (Le maître ignorant, 1987) per superare la dicotomia tra maestro e allievo. Propone percorsi inediti come le escursioni dadaiste del 1921 a Saint Julien le Pauvre. Invoca le teorie quantistiche di Karen Barad per una mediazione 'intra-attiva'. Come esempio cita la mostra Panorama XIX (2023) alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Cristiana Collu, che riproponeva un re-enactment dei salon ottocenteschi, citando Bande à part (1964) di Jean-Luc Godard e The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci. Critica l'uso dei new media se non scardina il rapporto di potere, citando Stefano Moriggi e Mario Pireddu (L'Intelligenza Artificiale e i suoi fantasmi, 2020). Conclude che se il patrimonio tace, è il fruitore a doverlo far parlare.
Key facts
- Alessio Esposito è dottorando in Scienze del Patrimonio Culturale all'Università di Roma Tor Vergata
- Il saggio critica la mediazione museale tradizionale come unidirezionale e verticale
- Mechtild Widrich con Performative Monuments (2014) parla di 'invisibilità' del monumento pubblico
- Giovanni Carrada con Perché non parli? (2025) riprende la definizione ICOM di museo
- Jacques Rancière con Le maître ignorant (1987) critica la trasmissione fissa del sapere
- Le escursioni dadaiste del 1921 a Saint Julien le Pauvre sono citate come esempio di percorsi inediti
- Karen Barad è citata per le teorie quantistiche applicate alla mediazione
- Panorama XIX (2023) alla Galleria Nazionale di Roma è un esempio di post-mediazione
- La mostra era curata da Cristiana Collu, ex direttrice del museo
- Il re-enactment dei salon ottocenteschi citava Bande à part (1964) e The Dreamers (2003)
- Stefano Moriggi e Mario Pireddu (L'Intelligenza Artificiale e i suoi fantasmi, 2020) criticano l'approccio antagonista uomo-macchina
Entities
Artists
- Mechtild Widrich
- Michelangelo
- Giovanni Carrada
- Jacques Rancière
- Karen Barad
- Cristiana Collu
- Jean-Luc Godard
- Bernardo Bertolucci
- Stefano Moriggi
- Mario Pireddu
- Alessio Esposito
Institutions
- Università degli Studi di Roma Tor Vergata
- ICOM
- Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Locations
- Roma
- Italia
- Saint Julien le Pauvre
- Parigi
- Francia