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Post-mediazione: quando il fruitore attiva il patrimonio culturale muto

opinion-review · 2026-04-26

Alessio Esposito, dottorando in Scienze del Patrimonio Culturale all'Università di Roma Tor Vergata, pubblica un saggio che critica la mediazione museale tradizionale e propone una 'post-mediazione' basata sull'attivazione del fruitore. Prendendo spunto da Mechtild Widrich (Performative Monuments, 2014) e dal silenzio del Mosè di Michelangelo, Esposito sostiene che le opere d'arte pubbliche sono 'mute' e necessitano di strategie performative per generare coscienza storica. Cita Giovanni Carrada (Perché non parli?, 2025) e la definizione ICOM di museo, criticando la trasmissione unidirezionale del sapere. Riprende Jacques Rancière (Le maître ignorant, 1987) per superare la dicotomia tra maestro e allievo. Propone percorsi inediti come le escursioni dadaiste del 1921 a Saint Julien le Pauvre. Invoca le teorie quantistiche di Karen Barad per una mediazione 'intra-attiva'. Come esempio cita la mostra Panorama XIX (2023) alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Cristiana Collu, che riproponeva un re-enactment dei salon ottocenteschi, citando Bande à part (1964) di Jean-Luc Godard e The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci. Critica l'uso dei new media se non scardina il rapporto di potere, citando Stefano Moriggi e Mario Pireddu (L'Intelligenza Artificiale e i suoi fantasmi, 2020). Conclude che se il patrimonio tace, è il fruitore a doverlo far parlare.

Key facts

  • Alessio Esposito è dottorando in Scienze del Patrimonio Culturale all'Università di Roma Tor Vergata
  • Il saggio critica la mediazione museale tradizionale come unidirezionale e verticale
  • Mechtild Widrich con Performative Monuments (2014) parla di 'invisibilità' del monumento pubblico
  • Giovanni Carrada con Perché non parli? (2025) riprende la definizione ICOM di museo
  • Jacques Rancière con Le maître ignorant (1987) critica la trasmissione fissa del sapere
  • Le escursioni dadaiste del 1921 a Saint Julien le Pauvre sono citate come esempio di percorsi inediti
  • Karen Barad è citata per le teorie quantistiche applicate alla mediazione
  • Panorama XIX (2023) alla Galleria Nazionale di Roma è un esempio di post-mediazione
  • La mostra era curata da Cristiana Collu, ex direttrice del museo
  • Il re-enactment dei salon ottocenteschi citava Bande à part (1964) e The Dreamers (2003)
  • Stefano Moriggi e Mario Pireddu (L'Intelligenza Artificiale e i suoi fantasmi, 2020) criticano l'approccio antagonista uomo-macchina

Entities

Artists

  • Mechtild Widrich
  • Michelangelo
  • Giovanni Carrada
  • Jacques Rancière
  • Karen Barad
  • Cristiana Collu
  • Jean-Luc Godard
  • Bernardo Bertolucci
  • Stefano Moriggi
  • Mario Pireddu
  • Alessio Esposito

Institutions

  • Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  • ICOM
  • Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Locations

  • Roma
  • Italia
  • Saint Julien le Pauvre
  • Parigi
  • Francia

Sources