Volume della Pléiade sugli Epicurei: Il piacere come fondamento etico
Un nuovo volume della collana Bibliothèque de la Pléiade, 'Les Épicuriens: une éthique du plaisir', presenta i testi fondativi della filosofia epicurea. Curato con un'introduzione di Jackie Pigeaud, include per la prima volta in francese una traduzione dei frammenti del 'Sulla natura' di Epicuro e una nuova traduzione del 'De Rerum Natura' di Lucrezio. Il volume presenta il resoconto di Diogene Laerzio sulla vita e gli insegnamenti di Epicuro, insieme al 'Tetrapharmakos' – il rimedio in quattro parti contro la paura degli dèi e della morte. L'etica di Epicuro si incentra sul piacere come obiettivo stabile e razionale, raggiunto attraverso una gerarchia dei desideri: naturali e necessari, naturali ma non necessari, e infondati. La fisica atomistica, inclusa la 'clinamen' (deviazione), è alla base del libero arbitrio umano. Gli dèi, composti di atomi sottili, dimorano negli intermundia e non intervengono nelle vicende umane. Il piacere, definito come assenza di dolore (aponia) e tranquillità (atarassia), permette agli esseri umani di raggiungere uno stato simile alla beatitudine divina. Il volume sostiene l'urgenza di rileggere queste critiche alla superstizione, esemplificate dall'iscrizione di Diogene di Enoanda che deride la paura della morte.
Fatti principali
- Volume intitolato 'Les Épicuriens: une éthique du plaisir' pubblicato nella Bibliothèque de la Pléiade.
- Include la prima traduzione francese dei frammenti del 'Sulla natura' di Epicuro.
- Include una nuova traduzione francese del 'De Rerum Natura' di Lucrezio.
- Introduzione di Jackie Pigeaud.
- Presenta la biografia di Epicuro di Diogene Laerzio.
- Presenta il Tetrapharmakos (rimedio in quattro parti).
- Epicuro classifica i desideri in naturali/necessari, naturali/non necessari e infondati.
- La fisica epicurea postula atomi, vuoto e la clinamen (deviazione) per spiegare il libero arbitrio.
- Gli dèi sono composti di atomi sottili, vivono negli intermundia e non intervengono.
- Il piacere è definito come assenza di dolore e tranquillità, raggiungibile attraverso la ragione.
- Viene citata l'iscrizione di Diogene di Enoanda: 'Non temo Tizio o Tantalo nell'Ade.'
- Volume pubblicato da Gallimard nel 2010.
- Articolo originale pubblicato su artpress.com il 23 novembre 2010.
Entità
Artisti
- Epicurus
- Lucretius
- Diogenes Laërtius
- Diogenes of Oenoanda
- Jackie Pigeaud
- Plato
- Democritus
Istituzioni
- Bibliothèque de la Pléiade
- Gallimard
- artpress
Luoghi
- Athens
- Oenoanda
- France
Fonti
- artpress —