I rifiuti di plastica delle spiagge italiane diventano il museo virtuale Archeoplastica
La guida naturalistica Enzo Suma ha raccolto oltre 200 oggetti di plastica spiaggiati sulle coste pugliesi, datati dagli anni '60 agli anni '80, e li ha trasformati in un museo virtuale chiamato Archeoplastica. Il progetto, lanciato nel 2018, mira a sensibilizzare sull'inquinamento da plastica esponendo questi 'reperti'—come una bomboletta Ambre Solaire degli anni '60-'70, un pallone di Italia '90, un flacone di borotalco degli anni '50 e una confezione di caffè al prezzo di 270 lire—in scuole e spazi pubblici. Suma ha iniziato la collezione dopo aver trovato una bomboletta vintage con un prezzo in lire e averla condivisa su Facebook, scatenando discussioni sui rifiuti di plastica. Il museo sottolinea la longevità della plastica, che rimane nell'ambiente per decenni, e cerca di promuovere un uso più consapevole del materiale.
Fatti principali
- Enzo Suma è una guida naturalistica con oltre dieci anni di esperienza sulle coste pugliesi.
- Il primo ritrovamento è stata una bomboletta Ambre Solaire databile tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70.
- Sono stati raccolti oltre 200 manufatti di plastica, datati da 30 a 60 anni.
- Archeoplastica è un progetto museale virtuale avviato nel 2018.
- Le mostre si tengono in scuole e luoghi pubblici.
- Gli oggetti includono un pallone di Italia '90, un flacone di borotalco degli anni '50 e una confezione di caffè con prezzo di 270 lire.
- Il progetto mira a sensibilizzare sull'inquinamento da plastica e promuovere un uso responsabile.
- Il museo sottolinea che la plastica è 'immortale' e si accumula nel mare.
Entità
Artisti
- Enzo Suma
Istituzioni
- Archeoplastica
- Artribune
Luoghi
- Puglia
- Italy