Pino Boresta difende la street art come interferenza culturale
In un articolo del 2021 su Artribune, lo street artist Pino Boresta sostiene che la street art sia una forma legittima di espressione artistica e di interferenza culturale, non un semplice vandalismo. Distingue tra 'vandalismo artistico' intelligente e atti distruttivi, criticando il collega Geco per aver taggato la razionalista Torre Piezometrica a Roma Termini, un monumento di Angiolo Mazzoni. Boresta si allinea con gli attivisti 'jammer' che sovvertono la pubblicità per favorire il pensiero critico, attingendo al concetto situazionista di détournement. Afferma che i writer mirano a colonizzare lo spazio mentale, non quello fisico, e che le loro azioni illegali sono una risposta al dominio culturale delle multinazionali. La pratica di Boresta prevede adesivi interattivi che invitano alla riflessione pubblica. L'articolo fa riferimento al concetto di 'Interferenza Culturale' di Naomi Klein e all'idea di Nicolas Bourriaud secondo cui l'arte dovrebbe facilitare lo scambio sociale al di fuori dei luoghi tradizionali. Boresta, nato a Roma e residente a Segni, posiziona la street art come una battaglia per la coscienza collettiva contro le multinazionali.
Fatti principali
- Pino Boresta ha pubblicato l'articolo su Artribune nel 2021.
- Boresta critica Geco per aver taggato la Torre Piezometrica a Roma Termini, un monumento razionalista di Angiolo Mazzoni.
- Boresta distingue tra 'vandalismo artistico' e vandalismo distruttivo.
- Fa riferimento al concetto di 'Interferenza Culturale' di Naomi Klein.
- Boresta si allinea con gli attivisti 'jammer' che sovvertono la pubblicità.
- L'articolo attinge al détournement situazionista.
- Boresta usa adesivi interattivi per provocare riflessione.
- Cita Nicolas Bourriaud sull'arte come scambio sociale al di fuori di musei e gallerie.
Entità
Artisti
- Pino Boresta
- Geco
- Angiolo Mazzoni
- Naomi Klein
- Nicolas Bourriaud
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Segni
- Roma Termini
- Italy