Pietro Rivasi sulla street art degli anni '90, la scrittura e la politica dello spazio pubblico
Pietro Rivasi, originario di Correggio e nato nel 1978, risiede a Modena. Ha iniziato il suo percorso nel graffiti nei primi anni '90. Nel 2002 ha avuto un ruolo chiave nella fondazione del festival Icone e dal 2008 opera come curatore indipendente. Il suo lavoro si concentra sulla documentazione della street art come forma legittima, sostenendo il riconoscimento dei pezzi illegali originali. Mentre indica Banksy e Blu come esempi di street art protetta, critica la rimozione di murales a fini turistici. Rivasi collabora con gallerie per esporre arte pubblica non autorizzata, sottolineandone gli aspetti performativi e politici. Tra i progetti degni di nota figurano il video 'No Comment' (2017) e il 'Padiglione in movimento' alla Biennale di Venezia. Ha una monografia su Biancoshock prevista per fine novembre e una mostra con Pablo Allison & Collettivo FX il 10 novembre a Reggio Emilia.
Fatti principali
- Pietro Rivasi è nato a Correggio nel 1978 e vive a Modena.
- Ha iniziato a fare graffiti nei primi anni '90.
- Ha co-fondato il festival Icone nel 2002.
- Dal 2008 lavora come curatore indipendente.
- La sua ricerca si concentra sull'uso della documentazione della pratica di strada come opera d'arte nelle gallerie.
- Cita Banksy e Blu come rari esempi di opere di strada protette con plexiglass.
- Critica la rimozione di murales per il turismo come decontestualizzante e sfruttatrice.
- Lavora con artisti per portare fotografie, video e documenti preparatori di opere non autorizzate nelle gallerie.
- Il suo primo pezzo di graffiti era una citazione di Nietzsche in un oratorio.
- Distingue la street art come segni non autorizzati nello spazio pubblico e la scrittura come forma più radicale.
- Considera la scrittura e la street art come atti politicamente performativi che sfidano lo spazio pubblico e la proprietà.
- Evidenzia il video 'No Comment' di Utah e Ether (2017) e il progetto 'Padiglione in movimento' alla Biennale di Venezia.
- Critica i curatori opportunistici e la tendenza 'muralista' per servire la propaganda del decoro urbano.
- Artisti influenti includono Honet, Stak, Moses & Taps, Collettivo FX, Rage, Zelle Asphaltkultur, Boris e The Grifters.
- Progetti imminenti: monografia su Biancoshock (fine novembre), mostra di Pablo Allison & Collettivo FX (10 novembre, Reggio Emilia), fiera editoriale Unlock (Modena, 2020).
Entità
Artisti
- Pietro Rivasi
- Jens Besser
- Robert Kaltenhauser
- Francesco Barbieri
- Andrea Baldini
- Collettivo FX
- Banksy
- Blu
- Honet
- Oliver Kosta Thefaine
- Mastro K
- Dohne
- Kay One
- Saeio
- KR
- Zelle Asphaltkultur
- Moses
- Taps
- Utah
- Ether
- Shlomo Faber
- Fino
- Nexr
- Biancoshock
- Pablo Allison
- Twist
- Barry McGee
- Revs
- Cost
- Rage
- Boris
- The Grifters
- Stak
- Alessia Tommasini
Istituzioni
- Icone
- Radio Antenna 1 Rock Station
- Isola Posse All Stars
- Speaker Deemo
- LHP
- Foot Locker
- stradanove.net
- Emilia Romagna
- Caffè Concerto
- Biennale di Venezia
- Vicolo Folletto
- Unlock
- Artribune
Luoghi
- Correggio
- Modena
- Italy
- Bologna
- Eindhoven
- Venice
- Santa Lucia
- Reggio Emilia