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Pietro Rivasi sulla street art degli anni '90, la scrittura e la politica dello spazio pubblico

artist · 2026-05-04

Pietro Rivasi, originario di Correggio e nato nel 1978, risiede a Modena. Ha iniziato il suo percorso nel graffiti nei primi anni '90. Nel 2002 ha avuto un ruolo chiave nella fondazione del festival Icone e dal 2008 opera come curatore indipendente. Il suo lavoro si concentra sulla documentazione della street art come forma legittima, sostenendo il riconoscimento dei pezzi illegali originali. Mentre indica Banksy e Blu come esempi di street art protetta, critica la rimozione di murales a fini turistici. Rivasi collabora con gallerie per esporre arte pubblica non autorizzata, sottolineandone gli aspetti performativi e politici. Tra i progetti degni di nota figurano il video 'No Comment' (2017) e il 'Padiglione in movimento' alla Biennale di Venezia. Ha una monografia su Biancoshock prevista per fine novembre e una mostra con Pablo Allison & Collettivo FX il 10 novembre a Reggio Emilia.

Fatti principali

  • Pietro Rivasi è nato a Correggio nel 1978 e vive a Modena.
  • Ha iniziato a fare graffiti nei primi anni '90.
  • Ha co-fondato il festival Icone nel 2002.
  • Dal 2008 lavora come curatore indipendente.
  • La sua ricerca si concentra sull'uso della documentazione della pratica di strada come opera d'arte nelle gallerie.
  • Cita Banksy e Blu come rari esempi di opere di strada protette con plexiglass.
  • Critica la rimozione di murales per il turismo come decontestualizzante e sfruttatrice.
  • Lavora con artisti per portare fotografie, video e documenti preparatori di opere non autorizzate nelle gallerie.
  • Il suo primo pezzo di graffiti era una citazione di Nietzsche in un oratorio.
  • Distingue la street art come segni non autorizzati nello spazio pubblico e la scrittura come forma più radicale.
  • Considera la scrittura e la street art come atti politicamente performativi che sfidano lo spazio pubblico e la proprietà.
  • Evidenzia il video 'No Comment' di Utah e Ether (2017) e il progetto 'Padiglione in movimento' alla Biennale di Venezia.
  • Critica i curatori opportunistici e la tendenza 'muralista' per servire la propaganda del decoro urbano.
  • Artisti influenti includono Honet, Stak, Moses & Taps, Collettivo FX, Rage, Zelle Asphaltkultur, Boris e The Grifters.
  • Progetti imminenti: monografia su Biancoshock (fine novembre), mostra di Pablo Allison & Collettivo FX (10 novembre, Reggio Emilia), fiera editoriale Unlock (Modena, 2020).

Entità

Artisti

  • Pietro Rivasi
  • Jens Besser
  • Robert Kaltenhauser
  • Francesco Barbieri
  • Andrea Baldini
  • Collettivo FX
  • Banksy
  • Blu
  • Honet
  • Oliver Kosta Thefaine
  • Mastro K
  • Dohne
  • Kay One
  • Saeio
  • KR
  • Zelle Asphaltkultur
  • Moses
  • Taps
  • Utah
  • Ether
  • Shlomo Faber
  • Fino
  • Nexr
  • Biancoshock
  • Pablo Allison
  • Twist
  • Barry McGee
  • Revs
  • Cost
  • Rage
  • Boris
  • The Grifters
  • Stak
  • Alessia Tommasini

Istituzioni

  • Icone
  • Radio Antenna 1 Rock Station
  • Isola Posse All Stars
  • Speaker Deemo
  • LHP
  • Foot Locker
  • stradanove.net
  • Emilia Romagna
  • Caffè Concerto
  • Biennale di Venezia
  • Vicolo Folletto
  • Unlock
  • Artribune

Luoghi

  • Correggio
  • Modena
  • Italy
  • Bologna
  • Eindhoven
  • Venice
  • Santa Lucia
  • Reggio Emilia

Fonti