La visione d'avanguardia di Pietro Consagra alla Collezione Olgiati
La Collezione Olgiati di Lugano presenta 'Pietro Consagra. La materia poteva non esserci', una mostra monografica curata da Alberto Salvadori. In programma fino al 2021, si concentra su due decenni decisivi della carriera di Consagra, dagli anni '50 ai primi anni '70, con un percorso cronologicamente inverso. La mostra si apre con 'La città frontale' (1968), un'opera aperta e frastagliata che fonde scultura, installazione e utopia architettonica. Pseudo-ready-made riutilizzano arredi urbani, mentre tele dipinte della fine degli anni '60 e dei primi anni '70 esplorano la pittura spaziale. Un punto culminante è la 'selva' di ferri dipinti, dove la struttura scultorea diventa inclassificabile. La mostra ricontestualizza opere più note di Consagra, come 'Colloquio' (1952), sfidando le convenzioni materiali—bronzo, acciaio e legno bruciato. Il concetto di frontalità di Consagra coinvolge lo spettatore, infondendo nell'arte italiana idee transatlantiche progressiste. La mostra posiziona Consagra come una figura d'avanguardia spesso sottovalutata.
Fatti principali
- Mostra alla Collezione Olgiati, Lugano, 2021
- Curata da Alberto Salvadori
- Titolo: 'La materia poteva non esserci'
- Focus dagli anni '50 ai primi anni '70
- Percorso cronologicamente inverso
- Presenta 'La città frontale' (1968)
- Include pseudo-ready-made e tele dipinte
- Evidenzia la 'selva' di ferri dipinti
- Mostra 'Colloquio' (1952) e opere in legno bruciato
- Enfatizza il concetto di frontalità di Consagra
Entità
Artisti
- Pietro Consagra
Istituzioni
- Collezione Olgiati
- Artribune
Luoghi
- Lugano
- Switzerland
- Mazara del Vallo
- Milan