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Pietro Agostoni su segni, fuoco e mummie di pipistrello

artist · 2026-04-27

In un'intervista con Artribune, l'artista italiano Pietro Agostoni discute la sua pratica, dai segni simili a firme a opere che coinvolgono fuoco, capelli e acido. Agostoni descrive l'evoluzione del suo segno personale in un sistema astratto di segni, inizialmente ispirato dal desiderio di una firma distintiva come quella di Rockefeller. Crea questi segni con pennini grafici giapponesi, vettorizzandoli analogicamente. La sua opera 'K_Night' (2019) al Bastione San Maurizio di Torino presentava disegni tribali stampati al laser su tronchi di legno che venivano bruciati. Ha anche creato 'How We Relate to the Body' (2012) al GAM di Milano, una ragnatela fatta con i suoi capelli su un lampadario di cristallo del XIX secolo, intesa per essere quasi invisibile. Per la sua mostra personale 'OPS' (2018) all'Almanac Inn di Torino, ha usato capelli per sospendere gocce e spine. Recentemente, ha sperimentato con acido su rame, creando una 'cenere robusta' che ha plasmato in una mummia di pipistrello per la mostra collettiva 'Collagen Shadows' all'ADA di Roma, curata da Zoe De Luca. Agostoni discute anche del suo processo digitale, come in 'Pluffy' (2019), presentata a 'Panic Room III' a Zurigo curata da Harley Hollenstein, dove ha stampato e sovrapposto file digitali, cancellando fisicamente gli strati con acqua, imitando lo strumento gomma di Photoshop. Lavora con Treti Galaxie, fondata da Matteo Mottin e Ramona Ponzini.

Fatti principali

  • Pietro Agostoni crea segni astratti con pennini grafici giapponesi, vettorizzati analogicamente.
  • La sua opera 'K_Night' (marzo 2019) al Bastione San Maurizio di Torino presentava tronchi di legno stampati al laser che venivano bruciati.
  • 'How We Relate to the Body' (2012) al GAM di Milano era una ragnatela fatta con i suoi capelli su un lampadario di cristallo del XIX secolo.
  • Per 'OPS' (2018) all'Almanac Inn di Torino, ha usato capelli per sospendere gocce e spine.
  • Ha creato una mummia di pipistrello da carta trattata con acido per 'Collagen Shadows' all'ADA di Roma, curata da Zoe De Luca.
  • 'Pluffy' (2019) è stata presentata a 'Panic Room III' a Zurigo, curata da Harley Hollenstein, usando stampe sovrapposte cancellate fisicamente con acqua.
  • Agostoni lavora con Treti Galaxie, fondata da Matteo Mottin e Ramona Ponzini.
  • L'intervista è stata pubblicata su Artribune Magazine #53.

Entità

Artisti

  • Pietro Agostoni
  • Alberto Garutti
  • H.R. Giger
  • Luca Cerizza
  • Harley Hollenstein
  • Zoe De Luca
  • Matteo Mottin
  • Ramona Ponzini

Istituzioni

  • Artribune
  • Bastione San Maurizio
  • GAM Milano
  • Galleria d'Arte Moderna Milano
  • Almanac Inn
  • ADA
  • Treti Galaxie
  • Museo Egizio di Torino

Luoghi

  • Turin
  • Italy
  • Milan
  • Zurich
  • Switzerland
  • Rome

Fonti