Il 'L'art content pour rien' di Pierre Nahon difende il mercato dell'arte
Pierre Nahon, co-fondatore della Galerie Nahon a Parigi, ha pubblicato un libro intitolato 'L'art content pour rien' (L'arte felice per niente). Il libro racconta le sue esperienze e quelle della moglie Marianne come mercanti d'arte, affrontando la controversia su un documentario di Arte di cui lui e alcuni dei suoi artisti sono stati vittime. Nahon difende il suo successo commerciale nel mondo dell'arte, argomentando contro l'ipocrisia culturale francese che stigmatizza il profitto dall'arte. Descrive la realizzazione del documentario e il successivo 'linciaggio' mediatico dopo la sua messa in onda. Il libro critica anche le istituzioni culturali francesi e i curatori museali per aver trascurato artisti come Klossowski, Arman, Dufour, Dado e César, che non hanno mai avuto retrospettive al Centre Pompidou. Nahon sottolinea la sua fedeltà ad artisti meno commercialmente di successo come Dado e Bernard Dufour. Il libro mescola memorie con riferimenti filosofici a Nietzsche, Lacan e Heidegger.
Fatti principali
- Pierre Nahon ha pubblicato 'L'art content pour rien'.
- Il libro affronta la controversia sul documentario di Arte.
- Nahon difende il guadagno dall'arte.
- Critica le istituzioni culturali francesi.
- Artisti come Klossowski, Arman, Dufour, Dado e César non hanno avuto retrospettive al Centre Pompidou.
- Nahon è rimasto fedele ad artisti come Dado e Bernard Dufour.
- Il libro fa riferimento a Nietzsche, Lacan e Heidegger.
- Il libro è un misto di ricordi e analisi.
Entità
Artisti
- Pierre Nahon
- Marianne Nahon
- Dado
- Bernard Dufour
- Klossowski
- Arman
- César
Istituzioni
- Galerie Nahon
- Arte
- Centre Pompidou
Luoghi
- Paris
- France
Fonti
- artpress —