Pier Luigi Sacco: La pandemia come occasione per riformare la cultura italiana
Pier Luigi Sacco, il presidente della Facoltà di Arti, Mercati e Patrimoni della Cultura all'Università IULM di Milano, ha scritto un interessante saggio su Artribune Magazine #55 riguardo agli impatti della pandemia sui settori culturali e creativi in Italia. Sacco descrive questa crisi come un 'momento spartiacque' per il Paese e identifica tre punti chiave per il futuro: la governance dell'innovazione culturale, la digitalizzazione e l'internazionalizzazione. Critica anche la frammentazione del settore e la scarsa adattabilità dei codici Ateco, proponendo di istituire un centro di competenze simile a NESTA nel Regno Unito. Infine, evidenzia l'importanza di sfruttare le risorse del Recovery Fund per non sprecare questa opportunità per le future generazioni.
Key facts
- Pier Luigi Sacco è preside della Facoltà di Arti, Mercati e Patrimoni della Cultura e professore ordinario di economia della cultura all'Università IULM di Milano.
- L'articolo è pubblicato su Artribune Magazine #55.
- Sacco critica la frammentazione dei settori culturali e creativi italiani.
- Propone un centro di competenze sul modello di NESTA nel Regno Unito.
- Suggerisce una piattaforma digitale pubblica ispirata alla RAI degli anni d'oro.
- Confronta gli Istituti Italiani di Cultura con Goethe-Institut e British Council.
- Menziona il Recovery Fund e la politica di coesione 2021-27 come fonti di finanziamento.
- L'articolo invita a superare le logiche di competizione interna nel settore culturale.
Entities
Artists
- Pier Luigi Sacco
Institutions
- Artribune Magazine
- Università IULM di Milano
- NESTA
- Goethe-Institut
- British Council
- Istituti Italiani di Cultura
- RAI
- WHO
- Horizon Europe
- Recovery Fund
Locations
- Italia
- Regno Unito
- Siena
- Milano
- Lugano
- Mezzogiorno