Ciclo di Conferenze Filosofiche Esplora gli Oggetti Tecno-Estetici
Un nuovo libro delle Éditions l'Harmattan, curato da Colette Tron, raccoglie un ciclo di conferenze filosofiche su questioni tecno-estetiche. Seguendo la logica di Gilbert Simondon in "Mode d'existence des objets techniques", Élie During introduce il "Prototipo" come oggetto quasi artistico tra oggetto e progetto, generando possibilità per opere plastiche di artisti come John Cage, Marcel Duchamp, Panamarenko e Sol LeWitt. Jean-Louis Déotte collega la nozione di "apparato tecnico" (prospettiva, camera oscura, museo, fotografia, cinema) a Simondon e Walter Benjamin, nonché al disegno del XV e XVI secolo—pensiero grafico come mezzo e fine della scoperta. Marie-José Mondzain sostiene che il mondo contemporaneo, nonostante sia definito "civiltà delle immagini", ha meno immagini nel senso di quelle legate al tempo, alla parola e al corpo, citando le rivolte nelle banlieue francesi del 2005 come ritorno del non mostrato. Bernard Stiegler e Alain Giffard attribuiscono questa crisi all'industria culturale, al neuro-marketing e alla tecnologia che condiziona le menti. Louis-José Lestocart ribatte che le immagini, ricche o povere, contengono "parti nascoste" di informazione, conoscenza ed estetica.
Fatti principali
- Libro pubblicato da Éditions l'Harmattan
- Curato da Colette Tron
- Basato su un ciclo di conferenze filosofiche su questioni tecno-estetiche
- Élie During introduce il concetto di 'Prototipo' seguendo Simondon
- Il prototipo genera possibilità per opere di Cage, Duchamp, Panamarenko, LeWitt
- Jean-Louis Déotte discute l''apparato tecnico' legato a Simondon e Benjamin
- Marie-José Mondzain sostiene che il mondo contemporaneo ha meno immagini legate al tempo, alla parola, al corpo
- Le rivolte nelle banlieue francesi del 2005 citate come ritorno del non mostrato
Entità
Artisti
- John Cage
- Marcel Duchamp
- Panamarenko
- Sol LeWitt
Istituzioni
- Éditions l'Harmattan
Fonti
- artpress —