Le costruzioni provvisorie di Philippe Ramette evocano un vuoto kafkiano
Philippe Ramette crea costruzioni provvisorie che oscillano tra protesi di sostegno e macchine di tortura, evocando un teatro del vuoto e dell'attesa. Le sue opere suggeriscono uno spazio giuridico che ricorda Il Processo di Kafka, dove un'istanza esterna (la Legge o la repressione sociale) determina situazioni individuali di violenza. I pezzi implicano la presenza di un'autorità esterna che plasma circostanze personali violente.
Fatti principali
- Le costruzioni di Philippe Ramette sono provvisorie
- Esistono tra protesi di sostegno e macchine di tortura
- Evocano un teatro del vuoto e dell'attesa
- Le opere suggeriscono uno spazio giuridico come Il Processo di Kafka
- È implicita un'istanza esterna (Legge o repressione sociale)
- Questa istanza determina situazioni individuali di violenza
Entità
Artisti
- Philippe Ramette
Fonti
- artpress —