Philippe Manoury sulla musica in tempo reale e la spazializzazione
In una serie di interviste con Omer Corlaix e Jean-Guillaume Lebrun, il compositore Philippe Manoury esplora il rapporto tra scrittura e ascolto nella musica contemporanea. Affronta la sfida di creare e sviluppare forme sonore nello spazio, notando che è molto più difficile per l'orecchio umano identificare tali forme che trattenere una melodia. Manoury attinge a intuizioni dalla fisica dell'ascolto e dalle neuroscienze, contrapponendo l'udito umano incostante all'udito assoluto di cani e felini. Sottolinea che udire non è la stessa cosa che ascoltare. Il problema di sentire ciò che un musicista suona è aggravato dalle diverse acustiche all'interno di uno spazio. Manoury, che ha contribuito significativamente allo sviluppo della spazializzazione, la presenta come un concetto centrale legato ai processi in tempo reale che integrano l'interpretazione nella musica elettronica. Le interviste coprono le implicazioni artistiche, antropologiche e scientifiche degli sviluppi tecnologici nella musica contemporanea. Il libro è pubblicato da Musica falsa.
Fatti principali
- Philippe Manoury discute di musica in interviste con Omer Corlaix e Jean-Guillaume Lebrun.
- Il libro si intitola 'La musique du temps réel' ed è pubblicato da Musica falsa.
- Manoury affronta la difficoltà di identificare forme sonore nello spazio rispetto alle melodie.
- Fa riferimento alle neuroscienze e alla fisica dell'ascolto.
- Manoury contrappone l'udito umano all'udito assoluto di cani e felini.
- Distingue tra udire e ascoltare.
- La spazializzazione è un concetto chiave, al quale Manoury ha contribuito.
- I processi in tempo reale integrano l'interpretazione nella musica elettronica.
Entità
Artisti
- Philippe Manoury
Istituzioni
- Musica falsa
Fonti
- artpress —